I migliori pezzi degli ultimi anni… Manconi contro Travaglio

Marco Travaglio in Promemoria

Per ingannare l’estate in città (coloro che ci son rimasti), la redazione di minima&moralia fa un gioco. Quali sono gli articoli più belli e divertenti scritti negli ultimi anni sulle pagine spesso così aride e prive di slanci non ridotti a semplici strillini dei giornali italiani? Allora è partito un giro di telefonate tra autori, amici, e altre creature senzienti informate sui fatti. Il primo pezzo che è venuto fuori (ben tre volte nel campione fortissimamente rappresentativo di 19 telefonate) è questo di Luigi Manconi su Marco Travaglio uscito sul “Foglio” nell’aprile del 2013. Poi Travaglio rispose sul “Fatto” eccetera. Due redattori di m&m a cui Travaglio piace temevamo si arrabbiassero e invece no. Speriamo di avere tempo e forza per continuare col giochino. Buon agosto.

di Luigi Manconi

“E’ così virtuoso che per lui la vita stessa è un vizio” (Georg Büchner)



Palesemente, a Marco Travaglio je rode. Quando mi capita di scrivere di lui, qualche amico caro eccepisce: quello non ti si fila nemmeno. Anch’io pensavo così, all’inizio, ma ho dovuto ricredermi: quello mi si fila, eccome se mi si fila, e replica rintuzza respinge recrimina. Come un forsennato. E la sola spiegazione è quella appena detta: je rode proprio. Aiutato da acribiosi esegeti, sono arrivato a concludere che quanto segue è ciò che Travaglio proprio proprio non sopporta.

Favole sulla finanza

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Questo pezzo di Antonio Pascale è uscito sull’ultimo numero di IL, il magazine del Sole 24 Ore.

di Antonio Pascale

Sono preoccupato perché quasi tutti parlano male di banche e finanza. D’accordo, la categoria non fa simpatia: «compagno di scuola ti sei salvato dal fumo delle barricate o sei entrato in banca pure tu?». Tuttavia un conto in banca, modestissimo, lo posseggo, dunque voglio capire bene come funziona, altrimenti li tengo sotto il cuscino. Ma nelle discussioni sui media e new media non riesco a capire nulla. A parte l’odio dico, non imparo niente.

Sento Rampini che parla male delle banche. Vado giù al bar e che dice Lamberto (il barista)? Le stesse cose di Rampini ma in maniera molto popolare e grezza: c’ho mettono nel culo, ecc. Vado a scuola di mio figlio perché c’è autogestione e mi hanno invitato in quanto scrittore e che ti leggo? Cartelli così: «Restituite la sovranità monetaria e popolare all’Italia e al mondo, maledetti usurai!!!».

Niente da ridere

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Questo pezzo è uscito su Lo Straniero.

Gianni Letta ride. Ignazio La Russa sogghigna. Walter Veltroni sorride. Renata Polverini manca poco che crolli dalla sedia scompisciandosi dalle risate. Stefano Fassina ride. Debora Serracchiani (appena eletta presidente del Friuli Venezia Giulia) letteralmente gongola. Laura Puppato e Maurizio Lupi, divisi cioè uniti dall’effetto split screen, mostrano i denti e aprono le bocche quel tanto che basta alla risata per scoprire un indizio di palato. Bobo Maroni ride. Oscar Giannino ride mettendo in bocca la falange dell’indice della mano destra. Luigi de Magistris sorride e abbassa gli occhi, poi li alza a favore di telecamera e ride, ride forte. Giorgia Meloni, nella cattiva imitazione di una scena da commedia, ride di gola e porta la testa in basso e poi la rialza di scatto facendo ondeggiare i capelli. Pierferdinando Casini singhiozza, annega nell’ilarità. Anna Finocchiaro è quasi morta dalle risate, ride fino alle lacrime. Mara Carfagna ammicca risentita, quindi sorride. Rosy Bindi ride. Mauro Bersani ride. Matteo Renzi ride.

Il futuro di Grillo e del Movimento 5 stelle

beppe-grillo-movimento-cinque-stelle

Ripubblichiamo questo articolo di Alessandro Leogrande uscito sullo Straniero n. 145 e postato su minima&moralia nel luglio scorso… Molti aspetti del Movimento 5 stelle (compresi i suoi nodi irrisolti) erano prevedibili molti mesi prima dell’exploit elettorale, benché in tanti – a iniziare dai vertici del Pd – ne abbiano sottovalutato la portata.

Se si votasse oggi per le elezioni politiche, dice l’ultimo sondaggio Swg pubblicato prima della chiusura di questo numero di “Lo straniero”, il Movimento 5 stelle prenderebbe il 21% dei voti. Un’enormità, dopo il crollo della Prima repubblica. Sarebbe il secondo partito d’Italia, dopo il Partito democratico, fermo al 24%. Il Pdl, sempre secondo il sondaggio Swg, sarebbe in caduta libera, intorno al 15% dei voti. Tutti gli altri (Udc, Lega, Idv, Sel) si aggirerebbero tra il 5 e il 6%. I sondaggi sono sondaggi: vanno presi con le pinze, soprattutto a molti mesi di distanza dalle elezioni reali. Tuttavia quello che si va delineando è molto più di un terremoto politico. Si tratta di una vera e propria frattura del corso costituzionale.