Lo sviluppo di un paese passa per l’educazione linguistica: contro la lettera dei 600 e la nostalgia di una scuola classista

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di Simone Giusti e Christian Raimo Puntuale come una festa patronale è arrivato qualche giorno fa l’intervento polemico sul declino scolastico dei ragazzi di oggi. Il Gruppo di Firenze, un piccolo novero eterogeneo e informale che si dichiara “per la scuola del merito e della responsabilità”, ha chiamato a raccolta seicento professori universitari, tra cui […]

DDL Scuola: le ragioni del nostro dissenso

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Il DdL n. 2994 in discussione al Senato, che tante polemiche ha acceso, se verrà approvato introdurrà molti cambiamenti nella scuola. Vale la pena riassumerli, anche se in modo incompleto: il notevole accentramento di poteri decisionali nella mani del Dirigente Scolastico; la possibilità di aziende private (oltre che di associazioni e realtà territoriali di vario genere) di collaborare molto da vicino con le scuole e di finanziarne (o indirizzarne) parte delle attività; il principio della chiamata diretta di un insegnante da parte dei singoli istituti scolastici; l’assunzione di un certo quantitativo di precari, ma non di tutti quelli che nell’ultimo decennio hanno lavorato nelle scuole; l’introduzione del principio della valutabilità dell’insegnante tramite un premio da attribuire ai più meritevoli. E altro ancora.

Intervista a Tullio De Mauro

L’intervista uscita per «il Messaggero» di Matteo Nucci a Tullio De Mauro, che lo scorso 31 marzo ha compiuto ottanta anni.

«A inizio Novecento, Giolitti capì che il Paese aveva bisogno di istruzione. Da Presidente del Consiglio, scelse un Ministro forte, Vittorio Emanuele Orlando, e nacque la scuola elementare italiana. Oggi, avremmo bisogno di un capo del governo del genere, uno che in prima persona voglia reimpostare la politica scolastica e culturale del Paese. Per puntare davvero sulla produttività. Mi pare però che ne siamo ben lontani». Tullio De Mauro compie 80 anni e festeggia facendo quel che ha sempre fatto. Massimo linguista italiano, Ministro dell’istruzione per tredici mesi, non ha mai smesso di riflettere sullo stato di salute del sistema scolastico e universitario italiano. E oggi dice: «La scuola può salvarsi. L’Università l’hanno fatta a pezzi. Della ricerca è quasi inutile parlare. È evidente a moltissimi esperti di economia che stiamo già pagando, in termini di produttività, un deficit di ricerca. Ma nessun politico ne parla. Eppure all’estero, Sarkozy e Hollande si sfidano sull’istruzione; Obama per vincere punta sull’istruzione; la Merkel taglia i fondi su tutti i settori e quel che risparmia lo redistribuisce all’Istruzione. Qui invece si demanda a un Ministro come se fosse materia di un solo Ministero. Da Monti non ho sentito una parola. E, per la verità, non ne ho sentita una da nessun altro politico, con l’eccezione, davvero solo verbale, di Vendola».

200mila futuri non-cittadini ogni anno, ovvero un’intervista sulla scuola.

Abbiamo fatto una lunga intervista a Tullio De Mauro sullo stato della scuola oggi e sull’educazione in generale. È stata pubblicata in una versione più breve su Alfabeta2, che ci ha gentilmente concesso di pubblicare questa versione completa. di Giuseppe D’Ottavi e Christian Raimo Iniziamo con una meta-domanda: che cos’è un’intervista sulla scuola? Parlare di scuola in generale […]