Mondadori compra Anobii (party like it’s 2009)

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Un comunicato stampa Mondadori diffuso questa mattina annuncia: “Il Gruppo Mondadori ha acquisito da Anobii Ltd. il marchio e gli asset di Anobii, la piattaforma mondiale di social reading che vanta più di un milione di utenti nel mondo e la sua base più forte, con 300mila lettori, proprio in Italia.”

Circa un anno fa pubblicai qui La triste storia del social reading in Italia – Parte 1 (aNobi), al quale mi permetto di rimandare per un’analisi un poco dettagliata su quel sito e le sue traversie; Mario Alemi, già Head of Business Intelligence di aNobii, commentò per primo così: “Se Amazon ha ora comprato Goodreads –mi ripeto– Feltrinelli o Mondadori potevano comprare Anobii. […] Nessun editore italiano ha pensato che avere una milionata di lettori che esprimono il loro spassionato giudizio su libri vecchi e nuovi è una miniera d’oro.

The Circle di Dave Eggers sulla stampa americana

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di Emanuele Atturo

Mentre Snowden è in giro per la Russia a leggere Dostoevskij e i governi d’Europa scoprono improvvisamente d’essere spiati dagli amici americani, negli Stati Uniti fa discutere il nuovo romanzo di Dave Eggersche ha a che fare proprio con le tematiche della trasparenza dei dati e dell’uso dei social network.

Ambientato in un futuro poco definito – ma verosimilmente non troppo lontano – il romanzo racconta il percorso di Mae Holland all’interno della gigantesca internet company The Circle, da cui viene assunta dopo la laurea in psicologia. L’ingresso nell’azienda comporta l’entrata a far parte di una comunità esclusiva e di un campus (modellato su quelli della Silicon Valley), dove gli aspetti che sembrano inizialmente brillanti e levigati diventano progressivamente sempre più sinistri e opprimenti. Quello che viene richiesto a Mae è di rinunciare alla propria privacy per scegliere un regime di trasparenza assoluta, che consiste per lo più nel condividere su internet qualsiasi esperienza vissuta, da una gita in kayak alla comparsa di un brufolo.

Punto d’arrivo di questo processo è l’installazione di una telecamera da indossare giorno e notte, che trasmette direttamente in streaming la propria vita.

Come facevamo a insultarci quando non c’era Twitter?

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M’insultano ergo sum. Dopo le minacce a Laura Boldrini e le offese ricevute da Enrico Mentana su Twitter, da giorni si celebrano in Italia i funerali della “civil conversazione”. Sul tema sono intervenuti tutti: prima chiedendo a Mentana di restare su Twitter, poi replicando alla sua lettera d’addio. Giù trasmissioni, corsivi e talk-show. Nell’epoca dell’ingiuria, e soprattutto della sua riproducibilità tecnica, l’insulto scritto sembra diventato la struttura segreta dei social network. Domanda: prima com’era? Risposta: uguale. Sono decenni che sul web prima ci si provoca, poi ci si oltraggia. Da una parte gli anonimi, dall’altra firme più o meno famose, con la zona grigia tra i due insiemi che è l’area più vasta. Qualcuno rischia addirittura di fare la figura del neofita ad accorgersi con ritardo del tipo di galateo usato nel web.

Social network e critica militante: Antonio Di Grado, un italianista aforista

critica letteraria

Questo articolo è apparso su Alias/ il manifesto.

Chi voglia tracciare un panorama attendibile della critica letteraria attuale non può assolutamente evitare di fare i conti con i social network, e in particolare con facebook. Non solo perché quasi tutti i principali lit-blog si affidano a questo mezzo, ma anche perché un numero sempre crescente di critici delle più diverse generazioni ha ormai un account su facebook, utilizzato, fra l’atro, per diffondere valutazioni politiche, culturali o più strettamente letterarie. Cosicché, piaccia o meno, facebook è diventato oggi un luogo fondamentale per l’esercizio della critica cosiddetta militante. Tuttavia nessun critico italiano, che io sappia, aveva mai pensato finora di raccogliere in volume i propri “stati”, cioè gli scritti frammentari diffusi attraverso il social network in questione. Ecco perché vale senz’altro la pena leggere Chi apre chiude. Dispacci e cimeli arenati nel web (Le Farfalle, pp. 128, € 12) di Antonio Di Grado, italianista di meritato prestigio.

Il web e l’arte della manutenzione della notizia

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Esce oggi l’ebook Il web e l’arte della manutenzione della notizia di Alessandro Gazoia (jumpinshark), uno studio sul giornalismo digitale di cui anticipiamo qui un estratto. (Fonte immagine.)

Il giornalista e «quello che un tempo si chiamava lettore»

Con giornalismo/giornalista s’intende qui qualcosa di più largo rispetto alla comprensione tradizionale del termine. In primo luogo, come spiega Luca Sofri, direttore del giornale nativo digitale Il Post: «I giornalisti fanno in realtà una ricchissima varietà di cose diverse tra loro e lontane dal cliché immaginato del “reporter”, e per un – che so – Carlo Bonini o Concita De Gregorio o Massimo Gramellini ci sono decine di redattori che compilano oroscopi, scrivono recensioni di dischi sconosciuti, impaginano ricette, mettono insieme giochi enigmistici, assemblano vestiti per le riviste di moda, dirigono giornalini a fumetti, per dire solo delle cose a cui si pensa meno» («La fine del giornalismo routinario»). In secondo luogo questa grande varietà di cose può essere fatta oggi anche da non professionisti, e per il caso italiano dobbiamo necessariamente intendere l’espressione nel senso di non iscritti all’Ordine dei Giornalisti (da adesso OdG). Moltissimi siti di oroscopi, recensioni musicali, ricette, enigmistica, moda, fumetti o semplicemente di «notizie» sono alimentati in non piccola parte da redattori di testi che non sono né giornalisti professionisti, né pubblicisti, né praticanti (secondo le distinzioni dell’OdG).

Scatola nera – Il finale

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Ieri è stato diffuso su Twitter il finale del racconto di Jennifer Egan Scatola nera. Lo ripubblichiamo qui e vi ricordiamo che da oggi Scatola nera è disponibile esclusivamente in ebook. (Traduzione di Matteo Colombo.)

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Neppure doti da nuotatrice sovrumane possono farti attraversare per intero un mare nero-blu.

Non può fartelo attraversare il fatto di fissarlo con smaniosa ferocia dalla punta di un molo.

Quando al tuo corpo sono stati forniti poteri eccezionali, è scioccante incontrare un abisso tra i tuoi desideri e le tue capacità.

Ulisses meets Twitter

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Un tempo erano i santi a parlare con gli uccellini, adesso sono gli uccellini di Twitter ad interloquire con le divinità della letteratura. Oggi, 16 giugno, è Bloomsday: giorno in cui si svolge, e quindi si celebra, l’Ulisse di Joyce. L’opera sarà riscritta, cinguettata, sul social network che sta modificando il sistema della comunicazione mondiale: quel luogo della coscienza chiamato Twitter.

Librerie elettroniche e librerie di Brooklyn

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Ci sono cose, in questo mondo sfinito e tassabile, che possono essere dette solo attraverso un’interfaccia restrittiva e con il minor numero di caratteri possibile. Così comincia Some contemporary carachters, il racconto-twitter di Rick Moody