Montaigne a Modena e il sentimento del contrario

classiciridere

Questo articolo, in forma leggermente ridotta, è stato pubblicato su pagina 99.

di Manuel Orazi

Si sa che il di dietro fa ridere, ma è più difficile capire che anche il di dietro può ridere. L’acquarello di Giuliano Della Casa riprodotto sulla copertina dell’ultimo libro di Ugo Cornia sarebbe senz’altro piaciuto a Pirandello: infatti la figura principale è un cavallo visto da tergo e guardare il mondo al contrario è già una definizione di umorismo.

Già in Uno, nessuno e centomila il protagonista Vitangelo Moscarda osserva: «Ma sa che una volta io ho veduto ridere un cavallo? Sissignore, mentre il cavallo camminava. Lei ora va a guardare il muso del cavallo per vederlo ridere, e poi viene a dirmi che non l’ha visto ridere. Ma che muso! I cavalli non ridono mica col muso! Sa con che cosa ridono i cavalli, signor notaro? Con le natiche. Le assicuro che il cavallo camminando ride con le natiche, sì, alle volte, di certe cose che vede o che gli passano per il capo. Se lei vuol vederlo ridere il cavallo, gli guardi le natiche e si stia bene!».

Quando parliamo della nostra generazione

Questo articolo è apparso su Repubblica del 10 giugno 2009. Fermati Piero, fermati adesso lascia che il vento ti passi un po’ addosso Quando usiamo espressioni come “la mia generazione”, “la nostra generazione” – spesso pronunciandole con orgoglioso autocompiacimento o con sottintesa recriminazione, sempre calcando sul possessivo che delimita i confini e marca le differenze […]