Il garibaldino che ideò la statua della libertà

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In queste ore, le città italiane si foderano di tricolori e nelle scuole si rispolvera l’inno nazionale alla ricerca di un’identità perduta. È in questo clima che la casa editrice Laterza pubblica un affascinante saggio che si occupa proprio delle strategie con cui le nazioni trasmettono valori in modi simbolici: organizzando parate, inventando feste, o piazzando nei parchi pubblici monumentali statue celebrative.
La storica Francesca Lidia Viano, nel libro La statua della libertà. Una storia globale (Laterza), ricostruisce la parabola dell’ideazione della colossale statua newyorkese, il suo travagliato finanziamento e la sua realizzazione, tessendo una ricchissima tela i cui fili sono la filosofia del diritto, le religione ufficiali e le sette esoteriche, la storia sociale, l’arte classica e quella di artisti anonimi, e la politica nelle sue infinite implicazioni. È molto raro leggere un saggio così completo ed erudito che sappia essere nello stesso tempo capace di narrare con sapienza letteraria (se non addirittura cinematografica) questioni storico-politiche, biografiche, geografiche ed economiche. Non è un caso, comunque, trattandosi di costruzione delle identità nazionali, che l’ideatore della statua della libertà, l’alsaziano Frédéric-Auguste Bartholdi, si affezionò ad un certo punto proprio a Garibaldi, gli fece da segretario particolare, e se ne andò in giro vestito con stivali sopra al ginocchio, pantaloni blu e camicia rossa.

Essere maschi

Vorrei dare qualche consiglio per i regali di Natale alla famiglia o agli amici di Bruno Vespa, dopo aver letto Il cuore e la spada. È eloquente che il suo libro-panettone, che campeggia a mucchi nei bookstore, dedicato alla storia dei centocinquant’anni dell’unità d’Italia tra pubblico e privato, faccia una precisa scelta di campo: le donne per Vespa non esistono.

Noi credevamo

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Con il suo ultimo film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, Noi credevamo, Mario Martone ha affrontato un tema fondamentale nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia: l’esistenza non di uno, ma di due Risorgimenti, spesso contrapposti tra loro

Terroni

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Tra le tante urla lanciate contro i 150 anni dell’Unità d’Italia, non mancano quelle che provengono da Sud, dal cuore di un rinnovato movimento d’opinione neo-borbonico. La galassia sudista è viva e vegeta. Ha le sue riviste e i suoi siti di riferimento (il più articolato è

Piccola riflessione sull’identità nazionale

Questo articolo è apparso la settimana scorsa sul Fatto Quotidiano. Nel percorso di avvicinamento al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia si moltiplicano le discussioni sull’identità nazionale. Non è impalpabile in materia il timore di aver imboccato da qualche decennio la via del work in regress, e l’argomento diventa più spinoso se si traccia il parallelo con […]

Fratelli d’Italia?

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Non sparate sul Sud (e sul Risorgimento)

Questo articolo è apparso nella rivista pugliese La voce del Popolo. Proprio nel momento in cui ci avviciniamo ai 150 anni dalla Spedizione dei Mille, tutti sparano sul Risorgimento. Il governo Berlusconi celebrerà l’anniversario dell’Unità d’Italia in tono minore e a patto che (cosa inaudita fino a pochi anni fa) si celebrino anche le ragioni […]