Il colibrì di Veronesi vola alto

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di Valentina Berengo

Sandro Veronesi è tornato. È tornato al romanzo con quella capacità d’incantare che gli è propria e lo ha incoronato narratore ai vertici quando gli è riuscito di incollare i lettori alla pagina per seguire i pensieri e i gesti di Pietro Paladini di Caos calmo (Bompiani, 2005; Premio Strega 2006)che smette di andare al lavoro per trascorrere la giornata chiuso nella sua macchina, davanti alla scuola della figlia.

Con Il colibrì (La Nave di Teseo, 2019) succede di nuovo. Succede che uno comincia a leggere e non riesce a smettere più, nonostante i salti temporali – si apre nel 1999, indietreggia al ’98, torna al ’99, quindi indietro fino al 1981 e poi ancora, fino agli anni sessanta, per saltare poi nei pieni anni duemila, e avanti così, a singhiozzo, arrivando a toccare anche il futuro (2030) – ; nonostante cambi spesso voce, mescoli lettere, cartoline, pezzi di saggi, poesie, dialoghi, in un patchwork che, incredibilmente, non spiazza mai; nonostante, nel fluire di un racconto che si compone francobollo per francobollo, non si riesca a intuire mai bene dove l’autore voglia andare a parare. O forse proprio per tutte queste ragioni insieme.

Dove un’ombra sconsolata mi cerca. Intervista a Andrea Molesini

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di Valentina Barengo

Dove un’ombra sconsolata mi cerca (Sellerio, 2019), il quinto romanzo per adulti di Andrea Molesini (molti ricorderanno anche i suoi titoli per ragazzi, tra cui il celeberrimo Quando ai veneziani crebbe la coda), è ancora una volta ambientato in laguna, e alla laguna è dedicato. Scrive infatti l’autore veneziano, nella pagina cui di solito si è usi leggere “a qualcuno”: “[…] Queste pagine vengono dall’ascolto della mia città-arcipelago, un impasto di eros e fango, di pietra e d’argilla che in tempi lontani uomini braccati dal destino avverso edificarono nella speranza – vana e ricorrente – d’imbrogliare la morte, e al mistero del tempo e della felicità sono dedicate”.

In un andare e venire della narrazione che ha l’incedere del ricordo, viene raccontato il passaggio cruciale dall’infanzia all’adolescenza di Guido, figlio di una donna lieve e fatta di poesia e di un ufficiale della Regia Marina, concreto, razionale ma appassionato di mappamondi,che dipinge.