“La scrittura non si insegna”, il manuale atipico di Vanni Santoni

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di Marco Renzi

Quante volte ci sarà capitato di pensare «ci sono più scrittori che lettori»? A me molte, per esempio. Del resto, pare quasi un dato oggettivo, specie in un paese in cui le uscite si moltiplicano e il numero di italiani disposto a leggerle – e a comprarle – rimane fermo. Consideriamo poi che una fetta dei lettori cosiddetti «forti» è costituito dagli stessi scrittori, e in dei casi pure questi ultimi preferiscono di gran lunga la scrittura alla lettura, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

La “funzione-conversazione” e la “riserva oscura”. Due letture dei Fratelli Michelangelo

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[Pubblichiamo due riflessioni, firmate dallo scrittore e critico Paolo Di Paolo e dal poeta Tommaso Lisa, intorno all’ultimo romanzo di Vanni Santoni I fratelli Michelangelo (Mondadori 2019)] * * * Non abbiate paura dei Buddenbrook di Paolo Di Paolo Non abbiate paura dei Buddenbrook. Il grande romanzo di famiglia non è mai archiviato per sempre. […]

Very holy – un estratto da “I fratelli Michelangelo”

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  (È uscito in questi giorni per Mondadori I fratelli Michelangelo, nuovo romanzo di Vanni Santoni. Ne pubblichiamo un estratto dalla terza parte, su gentile concessione dell’editore.) * * * – Che tipo è, dimmi un po’, Ramesh, questo J.J. Gurgaya. Tu hai fatto degli shoot per loro, no? – Però, – si intromette Carletto, […]

Discorsi sul metodo – 29: Sandro Veronesi

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Sandro Veronesi è nato a Firenze nel 1959. Il suo ultimo libro è Cani d’estate (La nave di Teseo, 2018) * * *   Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura? Non funziona così, per me. Io prendo quello che viene, quando viene e quando posso permettermi di […]

Discorsi sul metodo – 28: Valerio Magrelli

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Valerio Magrelli è nato a Roma nel 1957. Il suo ultimo romanzo è Geologia di un padre (Einaudi 2013)

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Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

“Scrittura”, oggi, è per me ciò che riesco a ricavare tra un formulario e un modulo della mia guerra contro la burocrazia. Sono infatti vittima di due burocrazie: quella del corpo e quella amministrativa. Mi spiego: ho subito dieci operazioni con anestesia totale e venti operazioni normali, in media ogni sei mesi sono ricoverato, e quando non lo sono devo fare fisioterapia. Tutto ciò che mi resta, è solo ciò che strappo: ormai direi una mezz’ora al giorno. Non c’è più libertà nella mia vita e mi regolo di conseguenza.

Dove scrivi? Hai orari precisi?

Essendo letteralmente un carcerato senza neanche la certezza dell’ora d’aria, mi sono adattato a prendere appunti sul telefonino, e conquistare così minuti di scrittura nelle sale d’attesa, nelle stazioni, alle fermate degli autobus, senza più alcuna possibilità di fissare un luogo o un orario.

I mondi immaginari e la ricerca di un’iniziazione

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Il pezzo che segue è stato scritto aggregando gli spunti emersi presso il FilosoFestival di Firenze e il simposio letterario del gruppo di ricerca interdisciplinare Oriss.

di Matteo Innocenti

La lettura dell’Impero del sogno di Vanni Santoni è stata per me una specie di folgorazione. Solo in un altro caso mi è capitata una tale immedesimazione nel protagonista, e parliamo de Il pendolo di Foucault di Umberto Eco. Ma nel caso de L’impero del sogno non c’è neanche quella minima distanza temporale o geografica. Stessi luoghi, Firenze e dintorni, stessa età, nati alla fine degli anni Settanta o all’inizio degli Ottanta. Insomma, il Mella potrei essere io. E forse lo sarei stato, se avessi avuto dei genitori o degli amici diversi. O semplicemente se invece che a Firenze fossi nato nel Valdarno. Stesso immaginario: lo sterminato mondo dei giochi e del fantastico che ha avuto la sua epoca d’oro fra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, gli anni in cui si è consolidata la visione a senso unico che domina oggi il pianeta. E stessi problemi, stesse turbe.

Discorsi sul metodo – 27: Michele Mari

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Michele Mari è nato a Milano nel 1955. Il suo ultimo romanzo è Leggenda privata (Einaudi 2017) * * * Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura? Dipende: se non sto scrivendo un libro, cosa che può durare anche per un anno filato, la risposta è: zero ore; […]

Discorsi sul metodo – 26: Antonio Moresco

Antonio Moresco è nato a Mantova nel 1947. Il suo ultimo libro è L’adorazione e la lotta (Mondadori 2018) * * * Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura? Lavoro per brevi periodi all’anno, perché nel resto del tempo mi lascio ghermire da altre imprese: lunghi ed estremi […]

Discorsi sul metodo – 25: Dacia Maraini

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Dacia Maraini è nata a Fiesole nel 1936. Il suo ultimo libro è Il diritto di morire (SEM 2018, con Claudio Volpe) * * * Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura? Hai orari precisi? Non ho delle regole fisse. Di solito comincio alle otto di mattina e vado avanti […]

Discorsi sul metodo – 24: Walter Siti

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Walter Siti è nato a Modena nel 1947. Il suo ultimo romanzo è Bruciare tutto (Rizzoli 2017). * * * 

Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

 Quando lavoro a pieno ritmo, comincio a scrivere verso le dieci del mattino fino all’una, poi riprendo verso le 15,30 fino […]