La finestra di Borges

labirinto

Essendo mio padre un ingegnere della tipologia antica, di quelli che si pensavano anzitutto come intellettuali e vedevano l’ingegneria come un complemento delle discipline umanistiche, e dunque, di fatto, una disciplina umanistica a sua volta, in casa, da sempre, vi erano più testi letterari che scientifici1.

Essendo tuttavia, e comunque, un ingegnere, egli poneva al vertice della piramide quella letteratura la quale, piuttosto che indagare il cuore e l’anima dell’uomo, cercava di circoscrivere a formula, o almeno a proiezione, quelli del mondo. La risoluzione di misteri, l’avventura a chiave, la combinatoria, il gioco letterario, il postmodernismo di marca europea, erano le sue passioni; da ingegnere, tali passioni catalogava in implicite scale di necessità e interazione, dove la chiarezza non aveva importanza minore della volontà di scendere nei recessi dell’ignoto.

Quando la distopia è realtà – alcune considerazioni su Cime Abissali di Aleksandr Zinov’ev

20036OB

Comincia con la solenne inaugurazione di un immondezzaio poi subito abbandonato, Cime abissali, il più celebre romanzo del logico Aleksandr Zinov’ev, oggi riproposto in volume unico da Adelphi. Se per il lettore italiano la scena è un immediato indicatore della natura satirica dell’opera, per il lettore russo tale nozione giunge addirittura prima. Il titolo, al di là dell’ossimoro, è infatti un gioco di parole tra sijajuščie, radiose, e zijajuščie, abissali, e dato che l’equivalente russo del nostro “sol dell’avvenire” sono le “cime radiose” (del socialismo realizzato) è subito chiaro che si è di fronte a un libro che nel proprio paese non avrebbe potuto vedere la pubblicazione.

Discorsi sul metodo – 17: Mircea Cărtărescu

carta__uno

Mircea Cărtărescu è nato a Bucarest nel 1956. I suoi ultimi libri usciti in Italia sono Abbacinante – Il corpo (Voland 2015) e Il poema dell’acquaio (Nottetempo 2015).

* * *

Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

Scrivo due ore al giorno, sempre la mattina, sembra poco ma in realtà quando mi metto a scrivere le utilizzo in modo integrale, senza pause o distrazioni, è un lavoro molto intenso, devono uscire, ed escono, due-tre pagine a mano, scritte fitte. La disciplina è essenziale, ma ancora più essenziale è essere predisposti a ricevere un messaggio. Mi spiego: credo che in letteratura esistano vari livelli. Il primo livello, ovviamente dopo il dilettantismo, che è il livello zero, è quello che potremmo definire ‘professionale’: si ha il dominio di un set di tecniche e si riesce a lavorare con regolarità; a questo livello fare un libro è come fare una scarpa, ci sono un sacco di romanzieri, non solo di genere, che stanno a questo livello e non hanno altre ambizioni, sanno scrivere romanzi, scrivono romanzi: si tratta di gente che svolge un mestiere.

Ballando nudi nel campo tra le discipline – alcune riflessioni su “100 Global Minds” di Gianluigi Ricuperati

Klat_100_Global_Minds_cover

– La transdisciplinarità è complementare all’approccio disciplinare; fa emergere nuovi dati dall’incontro tra discipline, che fanno da snodo fra di esse; ci offre una nuova visione della realtà. La transdisciplinarità non punta al dominio su più discipline, ma alla loro apertura a ciò che le accomuna e a ciò che sta oltre di esse. – […]

Discorsi sul metodo – 16: Merritt Tierce

merritt_tierce_02

Merritt Tierce è nata in Texas. Il suo libro d’esordio, Carne viva, è uscito in Italia nel 2015 per SUR. * * * Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura? Scrivo zero ore al giorno: ecco la verità. Almeno in questo momento. Il fatto è che non ho […]

Dalle rovine di Luciano Funetta, il canto degli ultimi

snake

di Giorgia Esposito

Per una storia di pirati che non starò qui a raccontarvi, il giorno del mio compleanno, ho trovato nella casella mail il pdf di un romanzo uscito nelle librerie il 19 novembre. La fiducia nella persona che mi ha fatto dono di questo libro è tale che non ho potuto fare a meno di aprire il file. Così ho cominciato a leggere Dalle rovine, di Luciano Funetta, edito da Tunué nella collana Romanzi, diretta da Vanni Santoni.

Su “Muro di casse” di Vanni Santoni

casse1

Una versione più breve di questo articolo è uscita su L’Indice dei libri del mese.

Il nuovo libro di Vanni Santoni non poteva trovare migliore collocazione della nuova collana Laterza “Solaris”, che si propone di offrire una serie di sguardi sul mondo attuale non condizionati dalle vecchie categorie novecentesche (contestualmente sono usciti i saggi I destini generali di Guido Mazzoni e Stato di minorità di Daniele Giglioli, e il racconto Sottofondo italiano di Giorgio Falco). Il tema stesso di Muro di casse — saggio narrativo o romanzo saggistico, a seconda di come si preferisca catalogarlo (l’autore lo chiama, più semplicemente, ‘romanzo’) — esorbita quasi totalmente dalla storia novecentesca, se diamo per buona la celebre periodizzazione che associa la fine del Secolo breve al crollo dei regimi comunisti.

I robot venuti dal futuro

Kraftwerk

Una versione ridotta di questo pezzo è uscita sul dorso toscano del Corriere della Sera. Le note e l’ultima parte sono state aggiunte dopo il concerto.   * * * Lunedì prossimo i Kraftwerk saranno a Firenze1, al Teatro dell’Opera, per la loro unica data italiana. Si tratta di qualcosa di diverso dal classico concerto […]

Discorsi sul metodo – 15: Andrew Miller

Andrew-Miller-009


Andrew Miller
è nato a Bristol nel 1960. Il suo ultimo libro edito in Italia è
Pura (Bompiani 2014)

* * *

Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

Non ho un numero fisso di battute perché se pensassi che devo farne cinque, dieci o quindicimila penserei a quello invece che al romanzo. Però cerco di stare più ore possibile al giorno sul libro, quello sì.
Va detto che nel corso del lavoro di un libro ci sono momenti molto diversi. All’inizio, quando accumulo materiale, sono pieno di energia e posso lavorarci anche tutto il giorno. Alla fine, quando sento che il libro sta avviandosi alla conclusione, accade la stessa cosa ma perché sento che il traguardo è vicino e voglio correre. I problemi emergono quando sono a metà del lavoro, o poco prima di metà. Lì la mia natura indisciplinata viene fuori e mi capita anche di accontentarmi di aver scritto per una quarantina di minuti.

Discorsi sul metodo – 14: Daša Drndić

201204140319580.daša-drndic-222

Daša Drndić è nata a Zagabria nel 1946. Il suo ultimo libro edito in Italia è Trieste (Bompiani 2015)

* * *

Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

Quando ero un po’ piu giovane riuscivo a scrivere dieci o dodici ore senza interruzione; ora scrivo otto ore, sempre senza interruzione, poi cado addormentata. Scrivo molto lentamente, non mi do un limite anche se poi la mente comunque i limiti li crea, infatti se dopo otto ore ho fatto mezza pagina – e può capitarmi – mi sento molto frustrata, ma ogni volta penso che sarà capitato pure a Joyce, e che allora è inutile lamentarsi. Certo è che nei giorni buoni, che per fortuna sono la maggior parte, riesco a fare tre pagine, circa 6000 battute. In effetti se raggiungo quel limite a volte mi fermo anche – mi considero soddisfatta e risparmio energie per il giorno dopo.