L’idolatria del lunedì

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Questo pezzo è uscito su Orwell.

Parlare di Zerocalcare può apparire già superfluo: sembra ormai noto a tutti e non passa giorno in cui qualcuno non ti consigli di comprare i suoi libri, non importa quante volte ripeti  che già li conservi nella medesima nicchia dei grandi. Che poi, io stesso sono uno scopritore tardivo: quando vidi la sua striscia (per ora il prodotto calcariano meno convincente, ma confido che debba solo prendere le misure al formato) sostituire l’onorata Red Meat su Internazionale, pensai, “embe’?”, salvo poi ritrovarmi qualche settimana più

Psychedelic party

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Qualche giorno fa, passando da Roma Termini, ho colto con la coda dell’occhio qualcosa che ha richiesto attenzione immediata: una scritta “PSYCHEDELIC PARTY”, col tipico sfondo bianco-nero “optical” della vecchia scuola free tekno, occupava un enorme cartello appeso al soffitto della stazione. Purtroppo, ho scoperto qualche secondo dopo, mentre la osservavo a bocca aperta e notavo che in mezzo c’era la foto di una signorina che non aveva troppo l’aria della raver, era soltanto la réclame di una linea di cosmetici. La cosa, tuttavia, dà da pensare: quando avviene una simile appropriazione di immaginario da parte della pubblicità, vuol dire che tale immaginario è stato ritenuto fertile: che qualcosa di sotterraneo ha acquisito – o riacquisito – un significato mainstream. Siamo forse prossimi al ritorno sulla scena culturale e scientifica degli psichedelici? Le premesse ci sono.

Non è un paese per elfi

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Questo articolo è uscito su Orwell, supplemento culturale del quotidiano Pubblico. (Modificazione corporea di Russ Foxx)

Metti di giocare a Dungeons & Dragons da vent’anni, ma di aver sempre tenuto la cosa distinta dalle tue letture; pudore, forse. Poi un giorno entri in libreria e ti avvicini, quasi per caso, alla sezione fantasy. Gli autori sono dozzine. Svariati i nomi italiani. Stai quasi per comprare qualcosa, per capire (in realtà, pensi che leggere una storia di magia ti andrebbe anche: di certo deve essere un’esperienza rassicurante – e poi la Terra di Mezzo ti manca così tanto…), tuttavia orientarsi non è banale. Ne sfogli un paio, ma hai la sensazione che ti manchino proprio gli strumenti per scegliere.

Rave me tender – il Teknival in 10 discipline

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Slipperypond e Mucchio Selvaggio. Nicola Lagioia mi ha chiesto di rivederlo e arricchirlo per la pubblicazione su minima&moralia, come parte di un trittico sulla psichedelia contemporanea che si comporrà, oltre che del presente pezzo, di un reportage dal Forum Psichedelico Mondiale di Basilea, che sarà pubblicato in agosto, e di uno dal prossimo Boom Festival di Idanha-a-Nova, che sarà pubblicato in settembre.

A Firenze si sbuffa

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La recensione di Giorgio Vasta al libro di Vanni Santoni, «Se fossi fuoco, arderei Firenze» (Laterza, Contromano), apparsa in forma ridotta su «Repubblica». 

A Firenze si sbuffa. Di fatica, salendo verso piazzale Michelangelo per osservare la città dall’alto, oppure di impazienza mentre in macchina si manovra per venire fuori dai viali esterni che ti tengono saldamente in ostaggio circolando infiniti intorno alla città. Per una o per l’altra ragione – e per tante altre ancora, non ultima la percezione traumatica di come Firenze sembri ormai perduta a se stessa, cinicamente concentrata sul suo destino autotrofo – a Firenze si sbuffa.

Diventa anche tu un autore!
Appunti su self-publishing e pseudoeditoria

di Andrea Libero Carbone, Alessandro Raveggi, Vanni Santoni, Giorgio Vasta, per Generazione TQ.

Gli appunti che seguono vogliono essere rappresentativi di un modalo di procedere al quale Generazione TQ intende quanto più possibile attenersi. Constatata la relazione che connette tra loro fenomeni anche all’apparenza diversi e irrelati, pensiamo sia indispensabile che una riflessione prenda sempre le mosse dalla consapevolezza di questa reciproca interdipendenza.