“Osservo, sogno e disegno”: intervista a Milo Manara

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Questa intervista è uscita sul Foglio: ringraziamo l’autore e la testata.

di Salvatore Merlo

“Quando gli amici di mio nipote, che ha diciassette anni, cominciano a guardarmi con una faccia strana, devo ammettere che a volte mi capita di pensare: ‘Ma non è che, forse, stanno leggendo i miei lavori?’”. E quando sorride, quest’uomo di settant’anni, colto e raffinato, composto nel tono e nei modi, si trasforma come il cielo nuvoloso in un giorno di vento, e il suo volto, delicato e misteriosamente ironico, improvvisamente assomiglia a quello di un monello.

Uno sguardo che nasconde, sotto un innocente pagliaio, un sottilissimo ago di spiritosa malizia. “Una volta Michele Serra mi ha detto: ‘Milo, sei l’unico uomo che riesce ad eccitarmi’”. Ed è a questo punto, trovandosi davanti al maestro dell’erotismo a fumetti, che si pone un problema non facile, quello cioè di travestire di abili perifrasi la domanda ormai improrogabile: ma lei lo sa che i ragazzini si masturbano sui suoi disegni?

Andrea Pazienza raccontato da sua madre

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Luca Raffaelli ha intervistato per la prima volta Giuliana Di Cretico, la madre di Andrea Pazienza. Pubblichiamo l’intervista ringraziando il Venerdì di Repubblica, testata su cui è originariamente apparsa, e l’autore. 

di Luca Raffaelli

La mamma di Andrea Pazienza ha finalmente voglia di parlare e ricordare. Forse ne sente il bisogno. E lo fa con la sua moderata cadenza tra il marchigiano ed il pugliese, fermandosi talvolta per controllare le emozioni, o quando la commozione diventa troppo forte. Ogni tanto chiede alla figlia Mariella, che l’accompagna, se sta dicendo bene. Le chiede: “ti ricordi, mamma?”, dove “mamma” è il suo dolce intercalare. Giuliana Di Cretico, professoressa di educazioni tecniche a San Severo, è stata sposata con Enrico Pazienza, professore di educazione artistica. Andrea, il loro primo figlio (poi sarebbero arrivati Michele e Mariella), è stato uno straordinario artista del fumetto, morto a 32 anni nel 1988, venticinque anni fa. Enrico se n’è andato nel 1998, dieci anni dopo.