Il doppio sogno di Arthur Schnitzler

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di Virginia Fattori

Arthur Schnitzler abbozza Doppio sogno, traduzione ultima del titolo originale Traumnovelle, nel 1907 per iniziare a scriverlo compiutamente tra il 1921 e 1925, infine, Fridolin e Albertine verranno presentati al pubblico per la prima volta dalla casa editrice S. Fischer Verlag nel 1926. In questo romanzo l’autore affronta il percorso della psiche umana tra le contraddizioni sociali e i doveri morali dell’individuo della prima metà del Novecento. La storia dei due protagonisti svela  le ombre e le trasgressioni autobiografiche di Schnitzler, prima studente di medicina, poi professionista laringoiatra che già dall’età di diciassette anni annotava su un diario le sue passionali storie sessuali.

Dentro “Gli indifferenti” di Moravia

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di Virginia Fattori

A Bressanone Alberto Pincherle, poi Moravia, inizia a scrivere la storia della famiglia Ardengo, una realtà a lui contemporanea osservata attraverso le lenti della malattia che lo affligge e dell’impotenza che gli garantisce una prematura consapevolezza delle situazioni che gli orbitano attorno. Un romanzo che verrà pubblicato dalla casa editrice Alpes di Milano nel 1929. Nello stesso anno a Strasburgo vengono fondati gli Annales da Febvre e Bloch, negli Stati Uniti viene scoperta una legge, quella di Hubble, che riguarda l’espansione dell’universo; nel frattempo in Italia nove città giocavano per la prima volta la moderna serie A.

Contemporaneamente Gli Indifferenti si inserisce in un contesto politico e sociale rilevante per la storia della letteratura: Debenedetti valuterà questa opera (e la scoperta di Svevo) come il “primo romanzo contemporaneo”. Ines Scaramucci dirà «l’inizio del neorealismo», un romanzo esistenzialista che pone il protagonista nella situazione emblematica di vuoto davanti allo spazio indefinito di libertà assoluta. Un passato inconciliabile con il presente, un futuro indefinibile: così Moravia si fa portavoce della sua generazione e trasversalmente anche alla nostra.