Tor di Valle. Prima Roma, poi la Roma

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Non ne ho voluto sapere nulla, in questi giorni. L’annuncio di Virginia Raggi, la soddisfazione di James Pallotta e di Unicredit, la felicità cieca delle migliaia e migliaia di romanisti – una felicità che dovrebbe anche essere la mia -, tutta roba che mi riempiva di disgusto. Meglio assentarsi. Leggere romanzi. Rifugiarsi in spazi protetti. Poi, ieri, sono passato sulla Roma – Fiumicino, mi sono affacciato sullo splendore di Tor di Valle, fra gli odori della primavera che verrà, immerso nella bellezza di luoghi destinati con ogni probabilità a scomparire. E così eccomi qua. Vorrei dire questo. Se non conoscete Tor di Valle e non avete idea, benché romani o residenti a Roma, di quel che sono Tor di Valle e l’ansa del Tevere e la natura incontaminata e meravigliosa, prendetevi un pomeriggio e andate. Fatelo prima che sia troppo tardi. Non è neppure granché difficile. Basta una bicicletta per pedalare sulla ciclabile che esce da Magliana in direzione mare e finisce fra i rovi del ponte di Mezzocammino.

Pink Floyd: la grande esibizione

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Ieri mattina sono andato in via Nizza, una strada ben asfaltata tra viale Regina Margherita e piazza Fiume, a Roma. Al civico 138 c’è il Macro, il Museo di Arte Contemporanea, e si dà il caso che era in programma la conferenza stampa di The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains, la mostra sulla più interstellare tra le band inglesi. A Londra, dove ha esordito, è stata un successone. A officiare l’evento sono annunciati Roger Waters e Nick Mason, che non hanno bisogno di presentazioni.

La segregazione a Roma. Un modello che dura da vent’anni paro paro dall’amministrazione Veltroni a quella Raggi

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di Federico Bonadonna

La giunta Raggi si prepara agli sgomberi prescritti dalla circolare Minniti con nuovi campi e nuovi residence. L’amministrazione a Cinquestelle di Roma ha infatti indetto una procedura negoziata per accogliere «nuclei familiari in gravissime condizioni di fragilità e singoli in condizioni di grave vulnerabilità sociale e/o sottoposti a sgomberi; migranti in transito, rifugiati, richiedenti asilo e/o titolari di protezione umanitaria con gravi problematiche psicosociali; stranieri e apolidi, residenti e non residenti». Con questo bando che è scaduto il 1 dicembre, il Comune cerca «strutture di accoglienza temporanea, articolata in moduli abitativi, anche prefabbricati, preferibilmente in contesti “diffusi” nel territorio cittadino per ospitare massimo 100 persone» per un costo complessivo annuo di 890.600 (iva inclusa). Dunque 24,4 euro pro die pro capite per ospitare persone in un container.

Senza garantismo non esiste la politica, ovvero l’infinita fase adolescenziale dei Cinquestelle

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di Christian Raimo La giornata romana di ieri, al contrario di quanto forse appare, è stata l’ennesima ingiustificabile giornata della crisi adolescenziale di un movimento 5stelle che non sembra in grado di entrare in una fase adulta. Di fronte alle critiche e agli attacchi dell’opposizione e della stampa, ma anche soltanto di chi ha votato […]