The Jinx, Dieci ragioni per cui non avete ancora visto niente di simile

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di Sara Zucchini

Ho appena finito di vedere quella che potrebbe essere la serie migliore dell’anno. Vorrei dire: è così e basta, rinchiudetevi in casa con cibo a sufficienza e in buona compagnia per le prossime ventiquattro ore, guardatela e non potrete fare altro che darmi ragione. Sto parlando di The Jinx: The life and deaths of Robert Durst, ideato e realizzato da Andrew Jarecki, già autore del controverso documentario Capturing the Friedmans. È stata una mia amica a parlarmene la prima volta, dopo che s’era imbattuta in un articolo del New York Times in cui si raccontava di una serie TV che avrebbe risolto il «caso Robert Durst». Ma chi è Robert Durst? In Europa il suo nome non è noto, ma negli Stati Uniti tutti conoscono la dinastia Durst, che ha fondato un impero immobiliare a Manhattan, e le non meno celebri imprese giudiziarie dell’ereditiere Bob Durst, che ha dovuto scansare più di un cadavere nella sua carriera di eccentrico multimilionario.

Perché Hollywood non fa bene alle serie tv. Con una ricognizione paranoica di Boardwalk Empire e Mildred Pierce

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Pubblichiamo un articolo di Francesco Pacifico, uscito su «Studio», sulle serie tv americane.

L’argomento è molto breve e lo esporrò subito: l’arrivo di Hollywood nel mondo delle serie tv con le produzioni di Scorsese, Spielberg, Haynes e altri, rischia di pervertire quanto di più bello ci ha dato questo genere narrativo: lo sviluppo psicologico dei personaggi. Nella seconda parte del pezzo, facoltativa, racconto la mia impresa anal-itica di scoprire, fra le pieghe della serie in cinque puntate Mildred Pierce, una cospirazione hollywoodiana anti-personaggio, antipsicologica, una specie di virus che mangia i personaggi delle serie dal loro interno come piante parassitate, impedendo loro un rigoglioso sviluppo.