Il ritorno dei Blur: intervista a Graham Coxon

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Questo pezzo è uscito sul Mucchio.

di Chiara Colli

La popular music, o almeno una sua parte, è diventata come un orologio. Un calendario da sfogliare, uno strumento con cui misurare il tempo che passa: i 20 anni di Nevermind, i 30 di Psychocandy, il tour di reunion per il 50° anniversario dalla nascita dei 13th Floor Elevators. E magari pure il ventennale di Parklife – celebrato insieme a qualche altro “sopravvissuto al brit pop” proprio 12 mesi fa.

È una mattina dello scorso febbraio e un pensiero simile mi sfiora mentre aspetto che si carichi lo streaming via Facebook della conferenza stampa dei Blur, evento annunciato solo poche ore prima. Più banalmente, nell’attesa penso anche che sono già passati sei anni da quel memorabile concerto ad Hyde Park – il primo della serie “al parco” a marchio Blur. Il collegamento con il ristorante cinese di Soho nel quale si materializzeranno Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree insieme al dj (ora ex) di BBC Radio 1 Zane Lowe si fa attendere e ho qualche minuto per rimuginare ancora.