In difesa dell’ambientazione

underparis1

“Yahoo Answers”: pare che nessuno sia ancora riuscito a cogliere in castagna gli instancabili utenti che, giorno dopo giorno, rispondono a tutte, tutte, le domande più strampalate, fornendo informazioni con aplomb e serietà documentale, anche di fronte all’assurdo. “Romanzi ambientati sulla Costa Azzurra”, oppure “a Venezia”, addirittura “a Koufonisia” – potrà mai essere? –: questo sono io che digito, e che confido nelle capacità investigative della comunità.

Che brutte abitudini che ho, e le confesso pure: specialmente nell’approssimarsi di un viaggio o nelle ore più malinconiche dei ritorni, mi metto lì e vado alla ricerca di romanzi ambientati nei posti che immagino o ricordo. L’accusa: quella che io cerco non è la letteratura, ma la cartolina, perché sono un fanatico del pittoresco, dei piccoli borghi dipinti dall’occhio lucido di qualche visitatore un po’ naïf, magari straniero.

Leggere aiuta a trovare se stessi

flannery_connor

Dal nostro archivio, un intervento di Marco Missiroli uscito su La lettura del Corriere della Sera, che ringraziamo.

Quando William Somerset Maugham si ritrova di colpo l’amato nipote Robin sulla porta di casa, un pomeriggio d’autunno, fiuta qualcosa di drammatico. Ne ha la certezza appena il nipote, poco più che ventenne, gli confida che vuole diventare uno scrittore. Immaginate lo zio farlo accomodare di gran fretta in salotto, offrirgli una tazza di tè e guardarlo dritto negli occhi: «Non potresti sposarti un’ereditiera, piuttosto?» per poi balbettargli in faccia «Almeno mi auguro tu sappia leggere, buon Dio».

Parise, Poeta

parise

Questo pezzo è uscito sull’ultimo numero di Sofà. Quadrimestrale dei sensi nell’arte: ringraziamo la testata e l’autore.

GOFFREDO PARISE, POETA. Così, tutto in maiuscolo, come farebbe un writer che volesse ingentilire il caseggiato, come fece Parise, che avvertì rovinarsi, nel giro di quel “decennio di ideologismo verbale incontrollato e permanente” che seguì il Sessantotto, quasi una cultura intera, la nostra, e compose i Sillabari, un libro che si assentò dal proprio tempo e che ebbe accesso alla classicità, a quello status invidiato, fin da subito; tutti in maiuscolo,come andrebbero scritti i titoli delle «poesie in prosa» che stanno a sillabare i sentimenti elementari di cui quel libro è l’itinerario, l’avventura misericordiosa.