Intervista a Philippe Petit

WhyKnot_p148-49

Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica. (Immagini: Philippe Petit, Why Knot?: How to Tie More than Sixty Ingenious, Useful, Beautiful, Lifesaving, and Secure Knots!, Harry B. Abrams) 

Si definisce un uomo delle corde e un figlio degli alberi. Alle spalle ha una carriera fatta di leggendarie traversate aeree compiute tutte quante a piedi, procedendo con talento, eleganza ed equilibro su una corda. Philippe Petit deve la propria celebrità a se stesso e alla ferma volontà di diventare quello che è. Nasce in Francia nel 1949 e già a sei anni si diletta con i giochi di magia. A dodici impara a fare il giocoliere e subito dopo il funambolo. A sedici anni è stato cacciato da nove scuole e da solo si mette a viaggiare per il mondo esibendosi come artista di strada ovunque e per chiunque. A diciotto decide di camminare tra le Torri Gemelle. A ventiquattro lo fa. Il 7 agosto del 1974 Philippe Petit, destinato a diventare il funambolo più celebre al mondo, attraversa più volte su una corda e per ben quarantacinque minuti di fila lo spazio tra le due Torri Gemelle. Le immagini di quella traversata percorrono lo spazio e il tempo, conquistando nel 2008 un Oscar insieme al film di James Marsh Man on Wire (Feltrinelli Real Cinema) tratto dal libro Toccare le nuvole (Ponte alle Grazie) in cui in prima persona Petit di quell’eroica impresa raccontava accuratamente la storia. Negli anni, oltre a traversare gli spazi, ha imparato a praticare l’arte dello scasso, a conoscere i vini francesi, gli scacchi e la tecnica settecentesca della carpenteria in legno. Abita tra Catskills, in una casa bellissima che si chiama Cable House, e New York, dove da anni è artista residente alla Cattedrale di Saint John the Divine. Nel tempo libero scrive e disegna.