Raccontare l’America contemporanea: “The Free” di Willy Vlautin

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Tuttolibri, che ringraziamo.

Sarà poco ordinario, ma se cercate un gran romanzo americano bisogna rivolgersi a Willy Vlautin, di professione cantautore, attivo a partire dagli anni Novanta con una band, i Richmond Fontaine, probabilmente poco nota ma di cui vale la pena recuperare la discografia; piaceranno, soprattutto a chi ama un certo rock alternativo venato di country.

Originario di Portland, Oregon, dove gli Stati Uniti iniziano a diventare un estremo Nord, Vlautin ha scritto cinque romanzi; il primo, The Motel Life, è uscito nel 2006 guadagnandosi subito un buon credito tra le pagine culturali dei più importanti giornali americani. The Free, il penultimo, è pubblicato in Italia da Jimenez, per cui era già uscito l’anno scorso Io sarò qualcuno, una storia polverosa di boxe e ambizioni destinate a fallire.

Io sarò qualcuno. Nell’America profonda con Willy Vlautin

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Tra tutti gli spettri in giro per il mondo, ce n’è uno che affiora di tanto in tanto in superficie, per essere subito ricacciato sotto nel magma ribollente dove stanno assieme umanità considerate periferiche e fenomeni buoni per saltuarie indagini sociologiche; il fantasma è quello della cosiddetta America profonda, piantata lì dentro nella vastità degli Stati Uniti. Ne avrete sentito parlare: è quello scenario che emerge in certi film-documentari indipendenti; o dai capolavori letterari di Raymond Carver o nei romanzi di Kent Haruf e Chris Offutt.