Wolfgang Tillmans, i ricordi di un mondo a venire

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di Leonardo Merlini

“Il 1980 è tanto lontano da noi quanto lo era, nel 1980, la fine della Seconda guerra mondiale”. Dice più o meno così una scritta parte dell’opera Time Mirrored 3, esposta nell’ultima sala, la numero 14, della mostra di Wolfgang Tillmans alla Tate Modern. Lo dice con falsa noncuranza, con una sorta di grazia infantile, con quella abilità costruttiva del contesto che mi fa pensare a uno scrittore come Ben Lerner e al suo modo sublime di ingannarci (chissà se amorevolmente) sul senso del tempo e della narrazione in un romanzo come Nel mondo a venire, un libro nel quale molto ruota intorno a un’idea del genere: se conservi un chiaro ricordo di qualcosa vuol dire che non è mai successo.