Non sono nati tardi – Uno sguardo sulla giovane narrativa cinese pubblicata in Italia

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Photo by Yiran Ding on Unsplash

La scrittrice Di An, oggi trentacinquenne, della provincia cinese dello Shanxi, in una intervista del 2011 affermava: “Voglio scrivere un romanzo davvero sorprendente, che sarà migliore di qualsiasi altro che abbia mai scritto. Credo inoltre che gli scrittori della generazione nata dopo il 1980 creeranno opere eccezionali che saranno ricordate dai nostri discendenti.” (fonte: globaltimes.cn)

Profezia, quand’anche si fosse dimostrata in parte veritiera, davvero poco recepita dalla  nostra editoria. Infatti finora di questa più che promettente autrice non si è pubblicato nessun romanzo. Ma la sua non è “compagna picciola”.

Nuova fantascienza cinese: il realismo aumentato di Xia Jia

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

Xia Jia, nome d’arte di Wang Yao, classe 1984, è una delle scrittrici della new wave fantascientifica cinese che più mischia generi e stile letterari. Le sue opere diventano così ibride, uscendo dal mondo della sci-fi classica per approdare a una vera e propria letteratura di difficile classificazione. Come scrive lei stessa in una «storia della fantascienza cinese» a margine della raccolta di racconti Invisible Planets, i cinesi conobbero la fantascienza, attraverso la sua produzione occidentale, figlia del capitalismo. Da allora il tentativo della Cina è stato quello di utilizzare il genere prima per celebrare il socialismo e i suoi successi, infine oggi, per descrivere in modo più complesso la società cinese contemporanea, uscendo dunque dalle maglie di un uso troppo «propagandistico» del genere.