Intervista a Emmanuel Carrère

Emmanuel

Pubblichiamo un’intervista di Valentina Della Seta a Emmanuel Carrère uscita sul Venerdì di Repubblica. Ringraziamo l’autrice e la testata.

di Valentina Della Seta

Non c’è traccia di Russia nella casa parigina di Emmanuel Carrère, così francese per la luce, i pavimenti di legno, l’eleganza e il disordine. Ma c’è qualcosa nei suoi lineamenti e nel taglio degli occhi che fa capire perché, negli ultimi anni, abbia scritto due libri che hanno a che fare con l’ex-Unione Sovietica.

Carrère ha ereditato la Russia dalla madre Hélène, storica e accademica di Francia, che da bambina si chiamava, di cognome, Zurabisvili: «Georges Zurabisvili è nato a Tiflis», racconta lo scrittore a proposito del nonno materno in La vita come un romanzo russo, del 2007: «Suo padre, Ivan, è giureconsulto; sua madre, Nino, ha tradotto George Sand in georgiano. Le fotografie mostrano baffi e turbanti, tra le dita s’indovinano rosari d’ambra». Di Georges, in casa, non si parla: «Per un po’ fa il taxista», siamo negli anni Venti, quando la famiglia in fuga ha trovato riparo a Parigi, «ed è una delle rare cose che a mia madre piaccia raccontare di lui, una delle rare cose che da bambino io abbia saputo di mio nonno».

Una finzione di patria: la Russia postsovietica e le sue ferite aperte

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Questo pezzo è uscito su Alias. (Immagine: Limonov e  Zachar Prilepin.)

di Valentina Parisi

Lo Stato non è la Patria, così Michail Bakunin nella lettera omonima indirizzata ai compagni anarchici italiani deplorava la tendenza della gioventù mazziniana a sacrificare invano la propria vita per la nebulosa “finzione metafisica” di uno Stato unitario e centralizzato. A questa astratta chimera il rivoluzionario russo contrapponeva l’“amore naturale del popolo” per una Patria universale, identificata con “il diritto incontestabile e sacro di tutti gli uomini (…) di vivere, pensare, volere, agire a proprio modo”. Difficile stabilire se Zachar Prilepin sia partito proprio da qui per inalberare il vessillo letterario di un attaccamento viscerale alla patria – una passione a suo dire “necessaria” e inevitabile, al pari di ogni altra vertigine amorosa estranea alla nozione di scelta razionale. Tuttavia non è difficile intravvedere una sorta di rifiuto á la Bakunin a identificare Stato e Patria dietro il corto circuito emotivo che di recente lo ha spinto a incrociare le lame con Emmanuel Carrère, il celebrato autore del “romanzo” Limonov, ispirato al letterato fondatore del partito nazionalbolscevico in cui Prilepin ha militato da giovane (Adelphi, 2012).

Emmanuel Carrère e Limonov

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Questo pezzo è uscito su Orwell. (Immagine: Aliona Polunina.)

Tra i pochi romanzieri contemporanei che effettivamente non deludono mai c’è Emmanuel Carrère, forse l’unico francese a riscuotere gli unanimi consensi del pubblico e della critica internazionali, anche più del discontinuo Houellebecq. A leggere Limonov (Adelphi, traduzione di Francesco Bergamasco), l’ultimo suo libro, è forte l’impressione che una certa idea di letteratura, allo stesso tempo molto tradizionale e molto innovativa, abbia trovato la sua forma ideale.

Se le sue prime opere, libri come I baffi o La settimana bianca, pescavano nelle ossessioni identitarie e nella cronaca nera per costruire romanzi interessanti e ben fatti ma formalmente ortodossi, con L’Avversario Carrère mischiava le carte e imboccava una strada nuova, quella che l’ha portato fin qui. In quel libro inaudito e scioccante, ricostruendo la personalità vertiginosa di Jean-Claude Romand mitomane pluriomicida incarcerato nel 1996 dopo avere sterminato la sua famiglia il narratore autobiografico esegue un vero e proprio funambolismo sul sottile confine dove il profilo della realtà documentaria sembra coincidere con quello del racconto romanzesco: impossibile decidere dove finisce uno e comincia l’altro.

Un romanzo di idee (e di azioni)

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Zachar Prilepin sarà a Roma domenica 16 dicembre, a Più libri più liberi, e lunedì 12 alla Casa delle traduzioni in via degli Avignonesi 32. Martedì sarà invece a Firenze, alle 12 presso il dipartimento di lingue e letterature comparate dell’Università e alle 18 alla libreria Edison. Noi pubblichiamo una recensione di Carlo Mazza Galanti al suo ultimo libro, «San’kja», uscito per Voland.

Patologie di Zachar Prilepin

In occasione del festival pistoiese Arca Puccini (info dettagliate e programma), proponiamo una recensione inedita del romanzo Patologie di Zachar Prilepin del quale è appena uscito per Voland San’kja.