L’arte di essere Zelda

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Questa è una cosa che molti scrittori e cantanti sanno già: se vuoi scrivere una grande storia d’amore o una canzone che faccia innamorare chi la ascolta devi avere la fidanzata giusta. Quando nell’estate del 1918, Francis Scott Fitzgerald, all’epoca militare di stanza in Alabama, incontrò la diciottenne Zelda Sayre, decise subito che era lei la fidanzata giusta. Bionda, di una bellezza non convenzionale, appassionata di alcol, baci e ragazzi carini, impeccabile e imprevedibile nell’arte della conversazione, Scott se ne innamorò per una di o per tutte queste ragioni, e perseverò nel corteggiamento. Si baciarono, si frequentarono, si baciarono ancora, continuarono a frequentarsi, e avanti così per una manciata di mesi. Poi lui si propose (come marito), lei disse di no, e arreso alla battaglia ma non alla guerra Scott se ne tornò nel suo nativo Minnesota, a Saint Paul. Quello che fecero dopo, oltre che le loro vite, avrebbe cambiato la storia della letteratura. Lo scrisse lo stesso Scott in una lettera del 1919 in cui raccontava di Zelda a un’amica: “I love her, and it’s the beginning of everything”. La amo ed è l’inizio di tutto.

Amare, perdere e poi scrivere, da Salinger a Ernaux

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Questo pezzo è uscito sul Corriere della Sera (Nell’immagine Charlie Chaplin con Oona O’Neill).

Il cuore di Jerome D. Salinger collassa una mattina del 1943, quando il futuro autore del Giovane Holden sorprende uno dei suoi compagni d’esercito mentre legge l’ultimo numero di Life. Salinger è riuscito ad arruolarsi nel Dodicesimo reggimento fanteria e sta per essere spedito in Europa con mansioni di controspionaggio. Ha ventiquattro anni, brucia di passione per Oona O’Neill, aspirante attrice. Lei è deliziosa, magnetica, figlia dell’autore teatrale più celebrato d’America. Hanno passato mesi di idillio e Salinger la vuole sposare a tutti i costi.

Ancora Zelda

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Il 10 marzo 1948 moriva Zelda Fitzgerald. Pubblichiamo un intervento di Tiziana Lo Porto, autrice insieme a Daniele Marotta di Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax). (Fonte immagine)

Il fatto è che a un certo punto Zelda Fitzgerald ritorna sempre. Protagonista o personaggio minore, da quasi un secolo la ritroviamo dentro racconti e romanzi (a partire da quelli del marito F. Scott), film per il cinema e la tv, videogiochi, collezioni di moda, negozi vintage, nomi di riviste, ristoranti, marmellate, tacchini, qualunque cosa. E nessuno si è stancato di lei. C’è stato un momento, mentre scrivevo la sceneggiatura di Superzelda, in cui avevo deciso di aggiungere un’appendice in fondo al libro per dare testimonianza della presenza di Zelda dopo la morte di Scott. Poi il capitolo continuava a crescere e mi sono resa conto che sarebbe stato più lungo del resto libro. Ho lasciato perdere.

Buon compleanno, Superzelda!

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Cosa festeggiamo e perché

Superzelda il libro è nato il 10 novembre del 2011. Quel giorno sono arrivate le prime copie in casa editrice e nelle nostre mani e abbiamo festeggiato con qualche bottiglia di vino e le dediche disegnate bellissime di Daniele alla libreria minimum fax di Trastevere. Sono venuti i nostri amici, non abbiamo fatto grandi discorsi (anzi, non abbiamo fatto proprio nessun discorso), abbiamo bevuto e dedicato tutte le copie che erano in libreria. Primo giorno di vita, piccolo sold out tra amici. In una versione sparpagliata e che sembrava mai definitiva Superzelda però esisteva già, esisteva da anni. Esisteva da quando con Daniele, facendo recensioni disegnate per D, ci siamo imbattuti nella storia di Zelda e abbiamo deciso di trasformare la sua vita di un fumetto mettendo per prima cosa un super davanti al nome.

Da Gatsby a Gatsby: divagazioni intorno a Scott Fitzgerald

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Questo pezzo è uscito sul numero di giugno del Mucchio.

È interessante come ultimamente ogni discorso su Scott Fitzgerald degeneri in una conversazione sulle vetrine dei negozi. Parli del Grande Gatsby e finisci per sentire qualcuno che cita Miuccia Prada. Sei lì che dici quant’è bello che il romanzo sia tornato in classifica e qualcuno ti chiede se hai visto la mostra di vestiti in un negozio di Soho o il film con Leonardo DiCaprio. Sei in America e quasi finisci per avere nostalgia dell’Italia.

Quando la farfalla Scott Fitzgerald tornò a volare

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Pubblichiamo un articolo di Matteo Nucci, uscito sul Venerdì, su «L’amore dell’ultimo milionario» di Francis Scott Fitzgerald (Alet).

Sul finire del novembre 1941 Francis Scott Fitzgerald scrisse a Hemingway una famosa lettera. Era appena uscito “Per chi suona la campana” e i dissapori che avevano allontanato i due scrittori per un intero decennio si ricomposero con gli elogi di Fitzgerald. “Nessuno scrittore sulla piazza saprebbe fare meglio” scrisse. Non era vero. Lui che aveva amato e pubblicamente incensato la prosa hemingwayana definendola “infettiva”, stavolta nutriva dubbi sulla riuscita complessiva del romanzo. Altro peró era il motivo che lo spingeva a scrivere e ristabilire l’amicizia dei tempi andati: qualcosa che aveva a che fare con la tranquillità interiore.

Di qua dal paradiso

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Il 26 marzo 1920 Francis Scott Fitzgerald pubblicava il suo primo romanzo, «Di qua dal paradiso». Noi oggi ricordiamo Fitzgerald (e la sua musa e moglie e amante: Zelda) in tre diversi modi. Pubblicando un’intervista inedita in Italia, in cui Scott e Zelda parlano vicendevolmente l’uno dell’altra, e per la quale ringraziamo Tiziana Lo Porto, la mamma di Superzelda che l’ha scovata e l’ha tradotta appositamente per noi.
Mettendo on line le prime pagine di «Di qua dal paradiso» nella nuova traduzione di Veronica Raimo. Con infine il resoconto del dietro le quinte di «Superzelda», attraverso il quale Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta raccontano come hanno realizzato la loro graphic novel.

Dietro le quinte di Superzelda

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Il 26 marzo 1920 Francis Scott Fitzgerald pubblicava il suo primo romanzo, «Di qua dal paradiso». Noi oggi ricordiamo Fitzgerald (e la sua musa e moglie e amante: Zelda) in tre diversi modi. Pubblicando un’intervista inedita in Italia, in cui Scott e Zelda parlano vicendevolmente l’uno dell’altra, e per la quale ringraziamo Tiziana Lo Porto, la mamma di Superzelda che l’ha scovata e l’ha tradotta appositamente per noi. 
Mettendo on line le prime pagine di «Di qua dal paradiso» nella nuova traduzione di Veronica Raimo. Con infine il resoconto del dietro le quinte di «Superzelda», attraverso il quale Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta raccontano come hanno realizzato la loro graphic novel.

Beautiful Beginners

Questa intervista di Tiziana Lo Porto al regista Mike Mills è stata pubblicata su «D-Repubblica» in occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche americane del suo ultimo lavoro, «Beginners».

di Tiziana Lo Porto

Si definisce un “regista designer”, spiegando che lo è nel modo in cui riprende le cose, o al montaggio, dove “sono felicissimo ogni volta che posso inserire un fermo immagine o un disegno”.

Come diventare una flapper

di Tiziana Lo Porto

Di tutti i costumi fabbricati in casa e indossati per le feste di carnevale della mia infanzia, ce n’è uno che ricordo più degli altri. Era un vestito anni venti, bordeaux e ghiaccio, eravamo nel 1983, e io avevo undici anni. Arrivata alla festa il mio abito anni venti mal si adeguava al resto dei costumi nella stanza facendomi sembrare quanto mai un’aliena, una ragazzina piovuta da un altro pianeta.