Ilvarum Yaga, Disegnatori contro la strega rossa

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di Maurizio Cotrona

Fino al prossimo 28 aprile è possibile visitare a Carosino (Palazzo D’Ayala Valva), in provincia di Taranto,  “Ilvarum Yaga: 100 disegnatori contro la strega rossa”, mostra destinata a scavalcare presto i confini della Regione.

L’idea nasce da una delle tante, troppe, notizie che nefastano le pagine di cronaca che riguardano la provincia di Taranto: i bambini che vivono e crescono all’ombra dell’siderurgico (l’Ilva, oggi Arcelor Mittal), hanno un’elevata probabilità di subire una riduzione del quoziente intellettivo.

Zerocalcare da MAXXI – Rebibbia è pop

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di Simone Tribuzio

La cosa buffa è che pensavo in partenza di fare una storia di zombi (Dodici, ndr), e in realtà sempre più mi sono accorto che ci sono pochissimi zombi e che stavo facendo una storia sul mio quartiere. È una cosa che faccio inconsapevolmente. Mi trovo sempre a raccontare le cose che conosco, piuttosto che a lavorare di fantasia. È una mia dichiarazione d’amore per Rebibbia.” Zerocalcare

Prodotta da Minimondi eventi e dal MAXXI stesso, la retrospettiva Scavare fossati, nutrire coccodrilli si pone l’obiettivo di contenere tutte le opere giovanili di Zerocalcare, venute prima della fase attuale di autore di fumetti e graphic novel per Bao publishing. La mostra è aperta al pubblico dallo scorso 10 novembre 2018, per chiudere il 31 marzo 2019.

Bao – Il fumetto, tutto qui

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Era la fine del 2009 quando Caterina Marietti e Michele Foschini decisero di fondare Bao Publishing: un piccolo sogno editoriale che in soli 8 anni si è trasformato nella più importante casa editrice di fumetti italiana, restando sempre indipendente.

E sì, aver creduto prima di tutti in Zerocalcare pubblicando i suo libri ha inciso parecchio nella repentina accelerazione della loro parabola ascendente. Ma molto significativa è stata anche la scrupolosa attenzione che fin da subito hanno messo nella cura gestionale della Bao: nessun passaggio professionale è stato mai trascurato, soprattutto la comunicazione – che invece proprio fino a pochi anni fa era la grande assente nelle case editrici di fumetti.

Mi era capitato di intervistare Caterina e Michele, a pochi mesi dalla fondazione di Bao, quando ancora muovevano i primi passi nel complicato mondo editoriale italiano. Avevano le idee chiare, ma anche grandi punti interrogativi davanti.

Intervista a Zerocalcare

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Dal nostro archivio, un’intervista di Iacopo Barison a Zerocalcare apparsa su minima&moralia il 23 gennaio 2014.

(L’immagine è tratta da Ogni maledetto lunedì di Zerocalcare)

Ormai, Zerocalcare è un fenomeno consolidato. Per forza di cose, tutti noi dobbiamo farci i conti. È inevitabile, non si può più criticarlo a priori o bollarlo come impostore: Zerocalcare è una realtà tangibile.

Nonostante ciò, è il tipo che ti invia un sms e ti scrive: “Scusa, stavo dando ripetizioni. Per l’intervista, facciamo quando vuoi”. È il tipo che si imbarazza quando gli fai un complimento – anzi, si difende proprio, mette su uno scudo di umiltà e paranoia e rifugge dai tuoi giudizi entusiasti. È anche il tipo che si rifiuta di commercializzare i gadget, che non vuole andare in televisione, che non disegna strisce sui quotidiani.

Niente sembra smuoverlo, niente sembra cambiarlo, nemmeno la notizia che Valerio Mastandrea dirigerà il film de La profezia dell’armadillo.

Io gliel’ho detto, prima dell’intervista: “Se trovassi una t-shirt coi tuoi disegni, non penserei che sei un venduto. Anzi, la comprerei di sicuro”.

“Anche no”, mi ha risposto, poi abbiamo continuato a parlare.

Lo stato del fumetto italiano – intervista a Bagnarelli, Fior, Gipi, Dr.Pira, Ratigher, Tota.

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Questo pezzo è uscito su Linus, che ringraziamo. Il mercato italiano del fumetto è oggi il quarto al mondo e cresce del 37% annuo, secondo le stime più recenti dell’AIE, per un valore (secondo una stima indipendente di Matteo Stefanelli dell’Università Cattolica di Milano) di circa 200 milioni di euro. Un dato tanto più significativo […]

Don’t Think Twice, It’s All Right. Hegel, Bob Dylan e il Nobel per la letteratura

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di Francesco Campana

Il 13 ottobre 2016 è stato un giorno emotivamente impegnativo per chi ha a cuore la cultura, l’arte e la letteratura. Se ne è andato il Nobel Dario Fo, gigante del teatro, e Bob Dylan è stato insignito dello stesso premio per la letteratura. Le due figure sono certamente distanti, ma sono accomunate almeno da un aspetto: le polemiche che hanno suscitato al momento dell’assegnazione del prestigioso riconoscimento conferito dall’Accademia Svedese.

In entrambi i casi, ai preliminari riconoscimenti di rito – è sicuramente un grande attore…ha scritto delle canzoni straordinarie… – sono seguiti degli scandalizzati però,volti a criticare l’opportunità di tali attribuzioni e non di rado a screditaretout court il premio letterario in questione:però se lo meritavano anche altri poeti o scrittori; però il teatro e le canzoni non sono romanzi; però non è letteratura.

Kobane Calling, il diario/reportage di Zerocalcare

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Questo articolo è uscito sul numero di maggio della rivista Linus, che ringraziamo (fonte immagine).

Lunedì 11 aprile, ore 22, la coda che si snoda davanti alla Feltrinelli di via Appia fa il giro di tre lati dell’isolato. È la “notte di Zerocalcare”: apertura straordinaria delle Feltrinelli di Roma, Napoli, Milano, Bologna per la promozione di Kobane calling, ultimo lavoro del fumettista romano.

Lungo la fila è parcheggiata una camionetta della polizia, agenti in divisa antisommossa presidiano l’isolato. Colpisce lo spiegamento di forze dell’ordine. Forse si temono proteste. Il giorno prima a Romix un neofascista di Casa Pound ha danneggiato lo stand di Shockdom, colpevole di avere pubblicato un fumetto satirico su Mussolini firmato da Daniele Fabbri e Stefano Antonucci. L’autore del gesto ha messo il video su Facebook. Tra i commenti non manca qualche riferimento a Zerocalcare, i cui legami col mondo dei centri sociali sono noti.

Antigone e gli scrittori dégagé

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Pubblichiamo di seguito un intervento di Valeria Parrella in risposta a un articolo di Paolo Di Paolo. Entrambi i pezzi sono usciti sull’Espresso, assieme a quelli di altri scrittori. Ringraziamo la testata e l’autrice (nell’immagine: morte di Hotspur).

di Valeria Parrella

“Se viviamo è per marciare sulla testa dei re” fa dire Shakespeare a Hotspur nell’Enrico IV. È così  il Bardo: un intellettuale impegnato, al punto che la sua vis politica, traghettata dentro le opere, sale ancora sui nostri palcoscenici a dirci cosa appartiene all’uomo (quando egli è un Uomo).

Tiresia, nell’Antigone di Sofocle, mette in guardia Creonte dalla hỳbris, dalla tracotanza del tiranno di sapere cosa è giusto o meno fare non “per” i cittadini, ma “dei” cittadini, per esempio del loro corpo. Anche Sofocle era dunque un intellettuale engagé e usava lo stesso sistema di Shakespeare: faceva parlare i personaggi. Torno al 400 avanti Cristo e me ne vado a spasso per la letteratura europea – ma ha davvero un tempo e una latitudine, la letteratura? – per ragionare su quello che Paolo Di Paolo ha sostenuto la settimana scorsa su l’Espresso, in un articolo vibrante di passione.

The Pills, non si esce vivi dagli anni ’90

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di Mario Luongo

Prologo

“Io so tutto sull’occupazione giovanile, tutto! Bisogna inquadrare il problema da un punto di vista genealogico. Esempio: mamma e papà si sono spaccati il culo tutta la vita per mettere da parte un gruzzoletto, tu che fai? Approfittane, fatti mantenere, diamogli soddisfazione a questi genitori una volta tanto!”

Ad esporre questa teoria generazionale è Enzo, disoccupato orgoglioso e godereccio interpretato da un grande Valerio Mastandrea nel film del ’96 “Cresceranno i carciofi a Mimongo” diretto, sceneggiato e montato da Fulvio Ottaviano. Attraverso un bianco e nero che omaggia il primo “Clerks” di Kevin Smith, racconta le (dis)avventure di Sergio, laureato in agraria, tra colloqui surreali, guide pratiche per trovare lavoro e sbronze colossali. Mentre Sergio è determinato a trovare un impiego, il suo amico Enzo continua a godersi la vita da mantenuto, dando vita a siparietti e dialoghi esilaranti.

Hai fatto la battuta. Selfcasting e intrattenimento autogestito

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Questo pezzo è uscito su Link Magazine. (Fonte immagine)

Mi trovo a Charles de Gaulle, in attesa di salire su un aereo diretto a New York. Ieri, su facebook, ho postato uno status in cui dicevo delle cose, vere, con un tono fintamente serio, ma in realtà scherzoso, in un doppio-triplo clin d’œil rivolto ai miei “amici”. Tra le righe: sto partendo, per un po’ vi toccherà sopportare aggiornamenti monotematici, abbiate pazienza. Like, reazioni, faccine. Le solite cose. Ora sto scorrendo il muro con il pollice. Mi arriva la notifica di un commento al mio status, è uno scrittore che qualche settimana fa ha accettato la mia richiesta di amicizia. Non abbiamo mai interagito. Questa è la prima volta. Il suo commento è: “Esticazzi”. Mi crolla il mondo addosso. Si è rotto il patto di non belligeranza che, per quanto mi riguarda, tiene in piedi questa faccenda degli status, dei social, dell’internet, di tutto. Non si fa. Sono offeso.