Lo stato del fumetto italiano – intervista a Bagnarelli, Fior, Gipi, Dr.Pira, Ratigher, Tota.

ior

Questo pezzo è uscito su Linus, che ringraziamo. Il mercato italiano del fumetto è oggi il quarto al mondo e cresce del 37% annuo, secondo le stime più recenti dell’AIE, per un valore (secondo una stima indipendente di Matteo Stefanelli dell’Università Cattolica di Milano) di circa 200 milioni di euro. Un dato tanto più significativo […]

Don’t Think Twice, It’s All Right. Hegel, Bob Dylan e il Nobel per la letteratura

bdylan

di Francesco Campana

Il 13 ottobre 2016 è stato un giorno emotivamente impegnativo per chi ha a cuore la cultura, l’arte e la letteratura. Se ne è andato il Nobel Dario Fo, gigante del teatro, e Bob Dylan è stato insignito dello stesso premio per la letteratura. Le due figure sono certamente distanti, ma sono accomunate almeno da un aspetto: le polemiche che hanno suscitato al momento dell’assegnazione del prestigioso riconoscimento conferito dall’Accademia Svedese.

In entrambi i casi, ai preliminari riconoscimenti di rito – è sicuramente un grande attore…ha scritto delle canzoni straordinarie… – sono seguiti degli scandalizzati però,volti a criticare l’opportunità di tali attribuzioni e non di rado a screditaretout court il premio letterario in questione:però se lo meritavano anche altri poeti o scrittori; però il teatro e le canzoni non sono romanzi; però non è letteratura.

Kobane Calling, il diario/reportage di Zerocalcare

zero

Questo articolo è uscito sul numero di maggio della rivista Linus, che ringraziamo (fonte immagine).

Lunedì 11 aprile, ore 22, la coda che si snoda davanti alla Feltrinelli di via Appia fa il giro di tre lati dell’isolato. È la “notte di Zerocalcare”: apertura straordinaria delle Feltrinelli di Roma, Napoli, Milano, Bologna per la promozione di Kobane calling, ultimo lavoro del fumettista romano.

Lungo la fila è parcheggiata una camionetta della polizia, agenti in divisa antisommossa presidiano l’isolato. Colpisce lo spiegamento di forze dell’ordine. Forse si temono proteste. Il giorno prima a Romix un neofascista di Casa Pound ha danneggiato lo stand di Shockdom, colpevole di avere pubblicato un fumetto satirico su Mussolini firmato da Daniele Fabbri e Stefano Antonucci. L’autore del gesto ha messo il video su Facebook. Tra i commenti non manca qualche riferimento a Zerocalcare, i cui legami col mondo dei centri sociali sono noti.

Antigone e gli scrittori dégagé

hotspur

Pubblichiamo di seguito un intervento di Valeria Parrella in risposta a un articolo di Paolo Di Paolo. Entrambi i pezzi sono usciti sull’Espresso, assieme a quelli di altri scrittori. Ringraziamo la testata e l’autrice (nell’immagine: morte di Hotspur).

di Valeria Parrella

“Se viviamo è per marciare sulla testa dei re” fa dire Shakespeare a Hotspur nell’Enrico IV. È così  il Bardo: un intellettuale impegnato, al punto che la sua vis politica, traghettata dentro le opere, sale ancora sui nostri palcoscenici a dirci cosa appartiene all’uomo (quando egli è un Uomo).

Tiresia, nell’Antigone di Sofocle, mette in guardia Creonte dalla hỳbris, dalla tracotanza del tiranno di sapere cosa è giusto o meno fare non “per” i cittadini, ma “dei” cittadini, per esempio del loro corpo. Anche Sofocle era dunque un intellettuale engagé e usava lo stesso sistema di Shakespeare: faceva parlare i personaggi. Torno al 400 avanti Cristo e me ne vado a spasso per la letteratura europea – ma ha davvero un tempo e una latitudine, la letteratura? – per ragionare su quello che Paolo Di Paolo ha sostenuto la settimana scorsa su l’Espresso, in un articolo vibrante di passione.

The Pills, non si esce vivi dagli anni ’90

pills

di Mario Luongo

Prologo

“Io so tutto sull’occupazione giovanile, tutto! Bisogna inquadrare il problema da un punto di vista genealogico. Esempio: mamma e papà si sono spaccati il culo tutta la vita per mettere da parte un gruzzoletto, tu che fai? Approfittane, fatti mantenere, diamogli soddisfazione a questi genitori una volta tanto!”

Ad esporre questa teoria generazionale è Enzo, disoccupato orgoglioso e godereccio interpretato da un grande Valerio Mastandrea nel film del ’96 “Cresceranno i carciofi a Mimongo” diretto, sceneggiato e montato da Fulvio Ottaviano. Attraverso un bianco e nero che omaggia il primo “Clerks” di Kevin Smith, racconta le (dis)avventure di Sergio, laureato in agraria, tra colloqui surreali, guide pratiche per trovare lavoro e sbronze colossali. Mentre Sergio è determinato a trovare un impiego, il suo amico Enzo continua a godersi la vita da mantenuto, dando vita a siparietti e dialoghi esilaranti.

Hai fatto la battuta. Selfcasting e intrattenimento autogestito

luoie-ck

Questo pezzo è uscito su Link Magazine. (Fonte immagine)

Mi trovo a Charles de Gaulle, in attesa di salire su un aereo diretto a New York. Ieri, su facebook, ho postato uno status in cui dicevo delle cose, vere, con un tono fintamente serio, ma in realtà scherzoso, in un doppio-triplo clin d’œil rivolto ai miei “amici”. Tra le righe: sto partendo, per un po’ vi toccherà sopportare aggiornamenti monotematici, abbiate pazienza. Like, reazioni, faccine. Le solite cose. Ora sto scorrendo il muro con il pollice. Mi arriva la notifica di un commento al mio status, è uno scrittore che qualche settimana fa ha accettato la mia richiesta di amicizia. Non abbiamo mai interagito. Questa è la prima volta. Il suo commento è: “Esticazzi”. Mi crolla il mondo addosso. Si è rotto il patto di non belligeranza che, per quanto mi riguarda, tiene in piedi questa faccenda degli status, dei social, dell’internet, di tutto. Non si fa. Sono offeso.

Non essere cattivo candidato italiano alla cinquina per il miglior film straniero

mastandrea-caligari

Non essere cattivo, l’ultimo lungometraggio di Claudio Caligari uscito nelle sale postumo l’8 settembre scorso, rappresenterà l’Italia agli Oscar nella selezione per il miglior film straniero. Per l’occasione ripubblichiamo l’intervista di Paola Zanuttini a Valerio Mastandrea, apparsa sul Venerdì. 

ROMA. In questa storia c’è tutta l’epica del cinema. Del fare cinema. C’è l’amicizia, la passione, la sfida, la morte. E un’eredità da consegnare al mondo, cioè al pubblico. Naturalmente è un film, questa eredità: Non essere cattivo di Claudio Caligari, regista molto outsider che, poco prima di perdere la sua lunga battaglia contro il cancro e di vincere quella produttiva, quasi altrettanto estenuante, così ricapitolò i fatti: «Muoio come uno stronzo. E ho fatto solo due film». Una battuta che, detta in romano e non con il suo accento da lago Maggiore, poteva stare benissimo in uno di quei due film, epocali: Amore tossico, del 1983 e L’odore della notte, del 1998, dove i protagonisti erano fattoni e delinquenti, non cineasti. Ma la poteva infilare anche nel terzo, perché alla fine ce l’ha fatta, Caligari: Non essere cattivo l’ha girato e montato, quasi definitivamente, e sarà pure a Venezia. Come Evento speciale, però, non in concorso.

Un casino immenso

mappalinus

Questo pezzo è uscito sul numero di agosto di Linus. Ringraziamo gli autori e la testata.

di Valerio Mattioli e Raffaele Alberto Ventura

Alla fine era nell’aria: al di fuori dei canali che una volta avremmo detto tradizionali, e a fianco delle testate che per decenni sono servite come riferimento per il “dibattito politico-culturale” – qualunque significato decidiate di dare alla famigerata formula – si è sviluppata negli ultimi anni una… come vogliamo chiamarla? New wave dell’opinionismo da terza pagina? Giovane scena intellettual-letteraria? Nuova generazione del giornalismo più o meno critico, più o meno militante?

L’arrembaggio sgangherato dei fascio-leghisti

Lega-Nord-manifestazione-Salvini-piazza-del-Popolo-3

Una cancellata si è materializzata all’Esquilino, in un sabato mattina romano. Larga da marciapiede a marciapiede, costruita in stile barricata/puzzle, alta più o meno due metri e mezzo, con dentatura appuntita in cima. Ad occhio, un patchwork poco geometrico. È blu, dello stesso blu dei blindati della polizia che la sostengono, ed è piazzata all’imbocco di via Napoleone III, una delle tante strade che partono da piazza Vittorio Emanuele II, la piazza più grande di Roma, costruita dai “piemontesi” nel quartiere oggi pieno di botteghe indiane, bengalesi, cinesi. I passanti si soffermano, guardano oltre la griglia di ferro. Giornalisti e turisti scattano fotografie, residenti e commercianti la osservano prima con stupore, quindi con quella che sembra una crescente familiarità. Si finisce con l’abituarsi a tutto. Troppo larga per una porta di calcio, la cancellata potrebbe andar bene per una partita di pallavolo, non fosse per la dentatura in cima. La superficie irregolare del reticolo renderebbe pressoché impraticabile lo squash. Difficile attaccarci bigliettini o messaggi. I poliziotti se ne stanno nei blindati, a vigilare sul loro checkpoint-charlie-per-un-giorno.

Il Corriere della Sera vs. i fumettisti e quel pasticciaccio brutto di via Solferino

150108120340-01-hebdo-2012-restricted-super-169

(Immagine: la redazione di Charlie Hebdo nel 2012. La foto è di Steven WassenaarFonte immagine)

di Marco Rizzo*

Ci ha lasciati improvvisamente Pino Daniele: La Repubblica allega un cd con una raccolta di cover dell’autore napoletano, scaricate da youtube, senza avvisare i musicisti coinvolti. È scomparso a 92 anni Francesco Rosi e il Fatto Quotidiano commercializza un dvd contenente alcuni spezzoni spixellati dei suoi film, e nella sezione extra, i servizi dei telegiornali italiani sulla morte del regista, tratti da internet. Dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo, il Corriere della Sera pubblica un libretto contenente le vignette-omaggio realizzate da vari fumettisti nelle ore successive all’attentato, reperite sui social network. Moltissimi autori vengono a saperlo solo a pubblicazione avvenuta. E si incazzano. I proventi delle tre iniziative editoriali, però, andranno in beneficenza ai familiari delle vittime.