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Teatro per ragazzi: “La divina commedia” e “Il Flauto magico”

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(fonte immagine)

Wherever the children go I’ll follow them
Bob Dylan, Abandoned Love

La sezione Teatro Ragazzi del Teatro di Roma rappresenta uno dei laboratori attualmente più interessanti per introdurre i bambini alla scoperta della cultura.

Non diciamo alla scoperta dell’arte, perché come mi disse una volta il Premio Andersen Jutta Bauer: “I bambini hanno già in loro l’arte e la sensibilità estetica: va solo risvegliata e nutrita, senza reprimerla con schemi vincolanti o regole artificiose”.

Nel ricco cartellone della stagione passata, due iniziative in particolare hanno colpito la nostra attenzione, per l’ardua ambizione di tradurre opere di importanza capitale, e di complessa ricchezza simbolica, in una forma e un linguaggio comprensibili e coinvolgenti per i bambini, raggiungendo un degno equilibrio tra le necessità della divulgazione e il rispetto dei capolavori.

Ci riferiamo a La Divina Commedia raccontata ai bambini (rappresentato il Novembre scorso alla Sala Squarzina del Teatro Argentina) e a Il Flauto Magico, in scena sul palco principale dello stesso teatro il 19 Aprile e il 5 e  6 Giugno scorsi.

La riduzione del capolavoro dantesco rivolta ai più piccoli è costruita in maniera originale, nella forma di fiaba per teatro d’ombre.

Il racconto, guidato dalla voce narrante di Laura Nardi, accompagna le proiezioni sullo schermo, impreziosite dalle splendide cinquanta illustrazioni di Laura Cortini che prendono vita sulla lavagna luminosa, grazie ai fantasiosi effetti visuali e sonori di Armando Pinheiro (il monte del Purgatorio reso con un mucchietto di sassi, le urla strazianti dei peccatori e la bufera infernal con brillanti giochi luminosi).

Questa edizione presenta la prima cantica, la più immediatamente comprensibile e spettacolarmente teatrale, sfumando ovviamente nel fiabesco e nell’ironico la gravezza dei concetti di colpa e dannazione eterna propri dell’Inferno.

La narrazione, sull’onda della divulgazione laica figlia degli esperimenti di Dario Fo negli anni’70, riesce a coinvolgere in maniera giocosa il pubblico infantile, riuscendo a mantenere comunque l’attenzione sulla vicenda: impresa non esattamente scontata.

L’inevitabile piega didascalica (visto i temi e l’età del pubblico) è redenta dall’interpretazione non convenzionale del poema, in cui non si risparmiano sottili frecciate all’ipocrisia religiosa e si esalta la figura del Sommo Poeta come mente libera e coraggiosa. Un esperimento felicemente riuscito: attendiamo di vedere lo spettacolo dell’Associazione Culturale Causa alle prese con le senz’altro più ostiche rese del Purgatorio e del Paradiso.

Diversi lo stile, la struttura e l’intento de Il Flauto Magico presentato da Europa Incanto: una vera e propria rappresentazione (tradotta e antologizzata) del capolavoro mozartiano.

Anche in questo caso, al di là dell’incanto universale delle celebri melodie, si tratta di un’opera strutturata su una complessa griglia di simbologia archetipica.

E anche in questo caso il coinvolgimento del pubblico infantile (dai 5 ai 13 anni) è compiuto in maniera festosa ma ordinata.

I bambini si alternano a gruppi sul palco in una ridente abolizione della quarta parete che rende tutti protagonisti dell’opera.

Forse Mozart sarebbe stato felice nel vedere centinaia di bambini intonare ridendo la difficilissima aria della Regina della Notte, pur se nella traduzione italiana (l’opera fu composta in tedesco proprio in risposta al nostrano strapotere lirico).

Se chiaramente il complesso strato simbolico dell’opera non può essere esplicitato nel suo solenne rigore, è anche vero che l’allegoria funziona proprio nella misura in cui forma e contenuto sono perfettamente aderenti: il simbolo, e i messaggi che esso veicola, vengono trasmessi nella compiutezza dell’opera, senza bisogno di pedanti note esplicative.

In questo senso, non c’è maggior vittoria per il sapiente esoterico Mozart che vedere i messaggi segreti disseminati ne Il Flauto Magico intonati gioiosamente da bambini sorridenti.

Quando si assiste a simili eventi in cui i bimbi scoprono la bellezza della cultura, come anche quando incontriamo felici iniziative di diffusione della lettura a loro dedicate (ad esempio quelle dell’associazione Lottavo Legge), anche i cinici più disillusi potrebbero pensare che, nonostante 25 anni di dominazione psichica di Maria De Filippi, forse non tutto è perduto.

Adriano Ercolani è nato a Roma il 15 giugno 1979. Appena ventenne, ha avuto il piacere di collaborare con Giovanni Casoli nell’antologia Novecento Letterario Italiano e Europeo. Si occupo di arte e cultura, in varie forme dalla letteratura alla musica classica e contemporanea, dal cinema ai fumetti, dalla filosofia occidentale a quella orientale. Tra i suoi Lari, indicherei Dante, Mozart, William Blake, Bob Dylan, Charles Baudelaire, Carmelo Bene, Andrej Tarkovskij e G.K. Chesterton. È vicepresidente dell’associazione di volontariato InnerPeace, che diffonde gratuitamente la meditazione, come messaggio di pace, nelle scuole e nei campi profughi di tutto il mondo, dalla Giordania al Benin, dal Libano a Scampia.
Nel suo blog spezzandolemanettedellamente riversa furiosamente più di vent’anni di ricerca intellettuale. Tra le sue collaborazioni: Linkiesta, la Repubblica, Repubblica-XL, Fumettologica e ilfattoquotidiano.it.
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