la nuit sur le bosphore

Tornare a Mare Nostrum per evitare altre tragedie

la nuit sur le bosphorePubblichiamo una riflessione di Francesco Anfossi uscita su Famiglia Cristiana, ringraziando l’autore e la testata.  (Foto: Paolo Grazioli)

di Francesco Anfossi

Contro la stupidità cinica e strumentale di certe affermazioni bastava l’evidenza dei fatti: nonostante la missione Mare Nostrum sia stata cancellata, i barconi della morte carichi di profughi continuano a partire dalle coste dell’Africa. I 366 morti del 3 ottobre 2013 non ci hanno insegnato niente. Niente. Ieri (l’altroieri per chi legge, ndr) l’ennesima tragedia, oltre trenta migranti hanno perso la vita assiderati o inghiottiti dalle onde alte nove metri nel Canale di Sicilia. E pensare che c’è chi parlava di navi adoperate come taxi, accampando un’equazione tanto orribile quanto stupida: mettiamo al bando i soccorsi, non partiranno più. E invece – casomai qualcuno avesse qualche dubbio –  i disperati partono lo stesso. Se vogliamo affrontare il dramma delle migrazioni dobbiamo partire da un punto fermo: l’umanità, il dovere di salvare uomini, donne, vecchi, bambini dalla morte in mare. Tutto il resto viene dopo. Altrimenti è solo pericolosa demagogia.

L’operazione Mare Nostrum ha salvato 170 mila vite umane, eppure quasi lo diciamo sottovoce, come se dovessimo vergognarcene. I protagonisti di quell’impresa dovrebbero essere decorati col titolo di cavalieri della Repubblica e invece se ne occupano solo (alcuni) giornali. Solo il capo di Stato Napolitano, nel suo discorso di fine anno, ha citato un ufficiale medico della Marina Militare, a nome di tutti. Abbiamo reclamato l’intervento dell’Europa, perché l’Italia da sola non ce la può fare ma abbiamo ottenuto una soluzione pasticciata. Al suo posto abbiamo istituito la missione Triton, sotto l’egida europea, che non è un’operazione umanitaria di salvataggio ma di salvaguardia delle frontiere. Le conseguenze le abbiamo viste ieri. Se lo scopo è solo quello di preservare il territorio dagli sbarchi, i pattugliamenti e i controlli sono più blandi. Non ci sono più le navi della Marina Militare attrezzate come ospedali da campo in mare aperto che incrociano tra le due sponde, quella europea e quella africana. Tra l’altro, paradossalmente, il controllo di chi approda in Europa, l’arresto di eventuali delinquenti o addirittura terroristi jiahdisti è meno capillare, perché con Triton possono sfuggire alle maglie dei pattugliamenti.  Quando le motovedette della Guardia Costiera sono partite dal molo Favarello di Lampedusa per andare a recuperare alcuni gommoni alla deriva era già troppo tardi: dovevano percorrere almeno 120 miglia con un mare forza otto.

Li hanno caricati a bordo – quelli che ancora stavano sui gommoni – con i vestiti fradici di acqua, gli occhi sbarrati, la pelle violacea. Sono morti tutti a bordo delle imbarcazioni, sprovviste di attrezzature mediche, durante il viaggio di ritorno. Bastano le parole del dottor Pietro Bartolo, il medico di guardia dell’isola per capire: “Con Mare Nostrum molto probabilmente questi ragazzi sarebbero ancora vivi. Non è possibile che si vadano a recuperare i migranti a 120 miglia da Lampedusa per poi portarli verso la Sicilia in condizioni meteo proibitive e con mezzi inadeguati al soccorso”.  Dicono che le tragedie sono destinate a ripetersi. Migliaia di profughi sono pronti a partire dalle coste libiche o tunisine, con o senza la presenza delle navi di pattuglia lungo il Mediterraneo. In fuga dalla guerra, dal caos, dai conflitti etnici o di religione, da stati dittatoriali, dalle torture, da una vita senza senso e semza prospettive. Quello di ieri è solo il primo segnale. Ha ragione il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini: abbiamo dimenticato le parole di Francesco. Davvero siamo disposti a rimanere indifferenti di fronte a tutto questo, davvero siamo pronti a mettere da parte la nostra umanità?

Commenti
3 Commenti a “Tornare a Mare Nostrum per evitare altre tragedie”
  1. SoloUnaTraccia scrive:

    Pare che quei disgraziati paghino circa 6000 dollari a testa per il “passaggio” da parte degli scafisti.

    Con un prezzo del biglietto simile dovrebbe essere istituita per loro un’apposita tratta di grandi navi da crociera… chessò, Tripoli-Pozzallo, o Tripoli-Licata. Da lì in poi ci pensa la mafia… ops, pardòn, le “autorità locali”.

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  1. […] a parlare di Mare Nostrum e Triton. L’articolo è una ripubblicazione di Rivista Studio di una riflessione di Francesco Anfossi, uscita su Famiglia Cristiana, che ridiscute la necessità di ritornare a Mare Nostrum. Una visione […]



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