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Transpoesia: la tredicesima edizione del festival Punta della Lingua

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di Valerio Argo

Il viaggio è uno dei temi preferiti dalla poesia, specie quella epica, dall’Odissea all’Eneide, dalla Commedia fino alla Ballata del vecchio marinaio e al ponte della ferrovia dove c’è la casa della Ragazza Carla. E al viaggio chiama la tredicesima edizione del poesia festival La Punta della Lingua.

Il programma è un’applicazione di una precisa politica culturale, attuata dall’organizzazione Nie Wiem, che, invece di sbandierare forti poetiche per deboli pratiche, preferisce la teoria della prassi. Il festival non è quindi solo un inno al transito, ma la pratica che lo rende possibile, a partire dall’uso delle risorse pubbliche per eventi senza scopo di lucro, nella maggior parte dei casi gratuiti.

Viaggi transgenerazionali, transclassisti, transessuali

Già gli appuntamenti dell’anteprima, andata in scena dal 15 al 17 giugno scorsi, hanno reso evidente una tensione al passaggio.

Passaggio da una generazione all’altra, nella sezione del festival intitolata “La Punta della Linguaccia”, con il laboratorio di poesia per bambini dai 7 anni ai 99 anni, “Pensieri di cose grandi”, condotto da Azzurra D’Agostino, e la presentazione del progetto “Poeti in classe”, con le letture delle poesie scritte dai bambini e lette da Natalia Paci, Luigi Socci e gli allievi dell’Istituto comprensivo “Gaudiano”di Pesaro. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Garante dei Diritti dell’infanzia Andrea Nobili e l’Istituto Comprensivo Grazie Tavernelle di Ancona.

Passaggio da un luogo all’altro, nell’escursione poetica con Fabio Franzin e Azzurra D’Agostino, che hanno condotto gli spettatori, guidati dalla Forestalp, per i sentieri del Monte Conero, tra lumi di lucciole.

Passaggio da una classe sociale all’altra, con il filosofo Antonio Luccarini che ha introdotto le Poesie in forma di popolo di Fosco Giannini, e da un sesso all’altro, con la prima poeta transessuale italiana, Giovanna Cristina Vivinetto, che ha presentato Dolore minimo.

Sul confine si sono mossi Lella De Marchi con il suo Paesaggio con ossa e Julian Zhara con il suo Vera deve morire.

Viaggi translinguistici

Sabato 16 giugno Cecilia Monina ha presentato Olfactorium di Moira Egan e From the dairy of Jonas & Job, Inc, pigfarmers di Damiano Abeni, in cui Abeni, il maggior traduttore italiano degli ultimi americani, si interroga, in versi, sulla funzione deformante e cognitiva del linguaggio poetico e sulla traduzione come arte performativa.

Da un viaggio transoceanico hanno preso le mosse gli appuntamenti del 17 giugno, con due prime traduzioni di poeti americani: Jack Spicer, autore del capolavoro After Lorca, presentato dal traduttore Andrea Franzoni e dal poeta e critico statunitense Paul Vangelisti, e Ron Padgett, il poeta autore delle poesie presenti nel film Paterson di Jim Jarmush, tradotto da Damiano Abeni nel libro Ho sognato di essere me.

Mercoledì 4 luglio, in pieno festival, si terrà il reading della poeta rumena Ana Blandiana, presentata e tradotta da Bruno Mazzoni. Chi vorrà incontrare Blandiana in modo conviviale e laboratoriale potrà partecipare al Simposio, il giorno dopo, a pranzo.

Venerdì 6 luglio Rossella Renzi ed io presenteremo la poeta iraniana Azam Bahrami, una delle autrici presenti in Confini, annuario a cura della redazione poesia di Argo.

Domenica 8 luglio il festival ospiterà il reading dei poeti che vivono in Svizzera Laura Accerboni, Fabiano Alborghetti, Ulrike Ulrich. A seguire i traduttori Valerio Nardoni e Stefano Bernardinelli dialogheranno tra loro sui poeti che hanno traslato in italiano, rispettivamente Neruda e Parra. Infine sarà proiettato il film “La danza della realtà” di Alejandro Jodorowsky.

Viaggi transmediali

Lunedì 2 luglio, prima giornata effettiva del festival, sarà dedicata alla transmedialità. A Recanati sarà inaugurata la prima Mediateca italiana della Poesia Contemporanea, Multiverso, un progetto del Comune di Recanati e di Coop Alleanza 3.0. In serata, in diretta da Bologna (e ovunque online), si svolgerà la decima edizione della Facebook Poetry, sfida di poesia online aperta a tutti, ideata dal festival e curata per il secondo anno consecutivo dal collettivo ZooPalco.

Il campione italiano assoluto della transpoesia, Nanni Balestrini, primo autore al mondo ad aver realizzato una poesia automatica programmando un computer, sarà protagonista di un reading (venerdì 6 luglio, presentato da Niva Lorenzini) e di un Simposio (sabato 7 luglio). Il suo erede, sempre in viaggio tra parola e musica, Lello Voce presenterà Il fiore inverso (libro + cd realizzato con Frank Nemola) e la collana di poesia musica fumetti Canzoniere.

Tra musica e parola si muove anche il rapper Murubutu che si esibirà in concerto (giovedì 5 luglio).

Ibrido di poesia e teatro è il Poetry Slam, sfida all’ultimo verso che sabato 7 luglio vedrà protagonisti i poeti Andrea Bitonto, Silvia Salvagnini, Vittorio V. Zollo, Eugenia Galli, Fabrizio Sgroi e Maddalena Braconi, ospite speciale: Bojan Samson (Serbia), mc: Lello Voce. A seguire il Poetry Party con PJ set di luigisocci.

Viaggi oltre le sbarre

Da anni Nie Wiem, l’associazione che organizza La Punta della Lingua, porta in carcere la parola poetica: dal 2017 ha elaborato il progetto Ora d’aria, con il Garante dei diritti dei detenuti delle Marche. Martedì 3 luglio per Ora d’aria 2018 David Riondino incontra i detenuti della Casa di Reclusione Barcaglione. Giovedì 5 luglio torneremo a trovarli, con Luigi Socci, noi direttori artistici e i poeti dell’associazione.

Prima e dopo il viaggio…

Non tutto è viaggio. Esiste anche la sosta. E saranno diversi i momenti in cui sosteremo per ascoltare la parola dei poeti che scrivono in versi e in prosa, come Francesco Targhetta di cui Marco Benedetelli presenterà il romanzo Le vite potenziali (martedì 3 luglio). Targhetta sarà protagonista anche di reading poetico con Guido Mazzoni (mercoledì 4 luglio), intervallato dalla musica di Valeria Sturba.

Martedì 3 luglio ascolteremo anche Giovanna Rosandini presentare A un’ora di sonno da qui , volume che raccoglie i primi due libri poetici di Franca Mancinelli e qualche inedito, per concludere poi con un reading di David Riondino che presenterà le sue poesie raccolte nel libro Lo Sgurz.

Venerdì 6 luglio sarà la volta delle Marche della Poesia con Guido Garufi che presenta le poesie di Remo Pagnanelli, suo amico e poeta scomparso anzitempo, Quasi un consuntivo (1975-1984) per poi esibirsi in un reading introdotto da Filippo Davoli. Nella stessa giornata Massimo Raffaeli presenterà gli scritti sulla poesia di Francesco Scarabicchi Sporgersi ingenui sull’abisso con interventi di Walter Angelici e Cristina Babino, curatrice del volume.

Infine sabato 7 luglio ci si potrà abbandonare alle Letture sul divano con Silvia Salvagnini.

In un periodo di chiusura, Ancona rivendica la sua storia millenaria di porto aperto al mondo, alle sue lingue e ai suoi corpi, tutti diversi e tutti in transito. Transpoesia per aprire le menti.

Il programma completo del festival è  consultabile al sito www.lapuntadellalingua.it.

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