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Per Ugo Malaguti

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Aggiornamento del 14.11.13: Ugo Malaguti ha urgentemente bisogno di un tetto entro lunedì prossimo, per vicende troppo lunghe da spiegare verrà sfrattato. Chiediamo a tutti i bolognesi che ne hanno la possibilità di attivarsi per cercare una sistemazione dignitosa, e a tutti gli altri di contattare il sindaco di Bologna Virginio Merola (su twitter @virginiomerola o su Facebook) per chiederne un intervento. Ugo può essere contattato al 340-2215375. Grazie a tutti.

di eFFe

Sono la persona meno indicata per parlare di Ugo Malaguti. Non sono un lettore di libri di fantascienza e almeno fino a quando non uscirà il prossimo romanzo del mio amico Vanni Santoni, ho una sincera avversione nei confronti del fantasy. Ho avuto un’infanzia difficile, probabilmente.

Di Ugo Malaguti, e delle gravi condizioni in cui si trova, ho saputo da Gino Roncaglia su Facebook. Gino – di cui mi fido totalmente – ha pubblicato lo scorso 8 agosto il comunicato della casa editrice Elara in cui si spiegava come ai problemi di salute che affliggono Ugo si fosse aggiunta la necessità di trovare una sistemazione per la madre novantaseienne, bisognosa di assistenza ventiquattr’ore al giorno. E, come è facile comprendere, si diceva che la soluzione a questa emergenza passava per un aiuto finanziario.

Due giorni fa sempre Gino Roncaglia pubblicava sul suo profilo Facebook una lettera di Ugo, di cui riporto qui una versione abbreviata:

Care amiche e cari amici,

ho pregato la Newsletter Elara di trasmettere questo mio appunto personale, sia per informare direttamente sulla mia situazione attuale, sia per fare udire la mia voce in un momento per me particolarmente critico. […] Ringrazio anche, e di tutto cuore, coloro che hanno risposto ai precedenti appelli, con slancio e amicizia, rendendomi possibile quanto meno di risolvere uno dei problemi che si sono concentrati in questo tremendo mese di agosto, cioè la possibilità di dare agli ultimi giorni di mia madre una sistemazione dignitosa e migliore di quella che gli ultimi tre mesi facevano temere.

Purtroppo tante circostanze, prima tra tutte la salute, e poi la mia solitudine e debolezza in un momento nel quale mi occorrerebbero amici e parenti a fianco, ma questo non è possibile per la lontananza dei primi e per la mancanza dei secondi, sono maturate tutte insieme. Ora mi trovo a fronteggiare, con due sole settimane a disposizione, sia i problemi di salute, che si stanno aggravando, sia i miei stessi problemi di sopravvivenza, per i quali il denaro non basta ma che ormai lasciano poco tempo per tentare di trovare soluzioni.

Ho una settimana o poco più per trovare una sistemazione, anche provvisoria, che mi dia un alloggio e la possibilità di trovare un luogo dove ritornare dopo l’intervento chirurgico che mi aspetta. Non intendo fare una mozione degli affetti, sono un combattente, ancora non mi sono arreso, ma non nascondo che i mezzi a mia disposizione sono inadeguati, e senza che questi vengano integrati dalla solidarietà di chi vuole e può fare qualcosa, la mia situazione diventerebbe impossibile.

Quello di cui ho maggiormente bisogno ora è un aiuto finanziario. Mi appello quindi alla solidarietà e generosità di chi ritiene che la vita e il futuro di una persona, non perché si chiami Ugo Malaguti, ma perché si trova in difficoltà che da solo mai riuscirebbe a superare, siano qualcosa che stimola la parte migliore e più generosa dell’animo dei singoli, per chiedere nei prossimi giorni qualsiasi forma di aiuto che mi permetta di lottare, quanto meno, per risolvere problemi che sono davvero drammatici, immediati, terribili.

Questa lettera mi ha colpito molto. La dignità di un uomo che affronta un momento difficilissimo senza farsi scudo della sua fama o dei sui meriti passati è da ammirare a prescindere. Ma resta il fatto che Ugo Malaguti è uno dei padri nobili della fantascienza italiana: basta fare un giro su Google e leggere cosa se ne dice, magari cominciando dalla scarna voce su Wikipedia. La sua bibliografia occupa otto pagine del sito fantascienza.com, per esempio. Se qualcuno, più ferrato di me, volesse raccontare Ugo Malaguti meglio di me, non dubito che troverebbe ospitalità su questo sito.

Non voglio fare tiritere sulla solidarietà e men che mai un appello corporativo a chi lavora in editoria o si occupa in un modo o nell’altro di libri: c’è l’occasione, con un minimo sforzo, di aiutare una persona – prima che uno scrittore – in grave difficoltà, e tanto basta. Ho aperto una sottoscrizione sulla piattaforma Kapipal e ho scritto un post sul mio blog per spiegare come funziona. Se potete e volete, dategli un mano.

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