Un bacio antisommossa

Questo pezzo è uscito su Rolling Stone di agosto.

di Marco Mancassola

Ricorderete questa immagine. Un poliziotto in tenuta antisommossa in primo piano, sullo sfondo una scena di guerriglia urbana, e a terra, sull’asfalto, un ragazzo e una ragazza che sembrano baciarsi, quasi in procinto di fare l’amore. La foto veniva da Vancouver e qualche mese fa ha fatto il giro del mondo. In realtà i due non si stavano baciando, lei stava male e lui la soccorreva, ma l’angolazione dello scatto faceva pensare a un bacio appassionato, indifferente al caos intorno.

Un bacio del genere è quello che ognuno vorrebbe dare: puro, intoccabile, quasi sprezzante verso il tumulto storico e sociale che ci circonda. O per lo meno, se il tumulto ci minaccia, vorremmo avere qualcuno da prendere per mano. Sarà capitato a qualcuno di essere a una manifestazione e quando la polizia carica si scappa e ci si ritrova a correre, fuggire, anche cadere, tenendosi per mano. E se non era a una manifestazione, era nel tumulto della vita – di questo presente, di quest’epoca e di questa storia.

Non sarebbe male poterlo imparare: come si fa a non lasciare la mano dell’altro. Si potesse insegnarla a scuola, una cosa di questo tipo. Lezioni su come impedire al mondo assurdo di rendere assurda anche la nostra vita amorosa.

In realtà, i legami tra i corpi delle persone sembrano farsi sempre più imprendibili, scivolosi, lubrificati, mentre la gran parte delle lezioni amorose-fisiche disponibili è costituita oggi dai filmini porno in rete. C’è qualcosa di complementare nel voyeurismo mediatico verso le immagini delle sommosse urbane, macchine bruciate, ragazzi in scarpe da ginnastica che sfondano vetrine sotto gli scatti dei fotografi, e le immagini dell’ennesima ammucchiata o gang bang. In entrambe le situazioni, un bacio sembra impossibile.

I corpi. Da decenni la pornografia insegna ai ragazzi l’anatomia dei corpi e dei loro incastri. Abbiamo in molti di questi ricordi: andare con gli amici a caccia di riviste porno dietro qualche casolare di periferia. Le pagine appiccicate dallo sfogo di qualcun altro. Oggi l’impero del porno non ha confini, ci si può appassionare alle prodezze di una pornoblogger coreana o selezionare su youporn i gusti più specifici. La sessualità del mondo che si affaccia in una stanza. Dice uno degli ultimi fascicoli del Censis, parlando dei giovani che sviluppano dipendenza dalla rete: “Per questi soggetti l’uso di internet assume i caratteri di una pulsione irrinunciabile […], il prevalere di una dimensione quasi esclusiva di autoreferenzialità che preferisce fare a meno del rapporto con l’altro, anche nella sessualità.” Troppe seghe, insomma, secondo il Censis.

Come insegnano i romanzi, a partire dall’Educazione Sentimentale di Flaubert, ogni educazione amorosa è anche politica, sociale, storica. Viviamo abbracciati alla nostra epoca e un’educazione porno di massa corrisponde a una società intimamente porno. Eppure non smettiamo di sognare che quel bacio o quel tenersi per mano siano possibili. E che nel mezzo del fumo e della battaglia qualcuno ci cercherà; ci abbraccerà; ci amerà.

Commenti
7 Commenti a “Un bacio antisommossa”
  1. Alessio scrive:

    Questo pezzo mi ha lasciato senza parole…Grazie.

  2. SpeakerMuto scrive:

    Be’, adesso c’è Internet, che mette a disposizione una grande quantità di materiale per le seghe. Però una volta c’erano le case di tolleranza. Adesso è tutto molto più civile e cattolico, no? A casa nessuno ti vede, non c’è una portinaia impicciona o la vicina con il bicchiere sul muro per origliare.

    Ma è vero, basta con il sesso virtuale! Parliamo di relazioni vere, umane, fisiche: le prostitute (pardon, escort, se non i trans, ma de gustibus) arrivano a domicilio per i nostri politici, che sono l’élite del nostro Bel Paese. Così si fa, altro che pugnette!

    Per concludere in bellezza il mio commento qualunquista, direi che la tizia nella foto ha delle gambe notevoli. Da vera guerriglia urbana.

  3. Veronica scrive:

    Ho sperato impazientemente che questo articolo venisse pubblicato per condividerlo con la mia rete di conoscenze. Perché sono convinta che dica una grande verità riguardo ai rapporti affettivi vissuti al giorno d’oggi, per quel “i legami tra i corpi delle persone sembrano farsi sempre più imprendibili, scivolosi, lubrificati” che praticamente rappresenta la MIA stessa esperienza affettiva. E, nello sconforto e nell’incredulità, accorgermi che queste esperienze non sono isolate ma appartengono come un difetto congenito a un’intera generazione può, almeno in parte, lenire il senso di vuoto.

  4. Mr. Tambourine scrive:

    Col suo commento, Speaker Muto ha vinto.

  5. Filippo scrive:

    In un mondo fatto di “legami scivolosi, lubrificati”, “imprendibili” e così via, intrattenere con il prossimo legami scivolosi, lubrificati, imprendibili etc. significa semplicemente essere dei conformisti.

    Si dirà che è difficile uscire dalla dittatura di tutta questa superficialità. Così come era difficile non liberarsi da una serie di catene e legacci psicologici se crescevi in una famiglia democristiana molti decenni fa.

    Nessun processo di liberazione è a buon mercato. E in ogni mancata auto-emancipazione c’è una sofferenza sterile, nel peggiore dei casi è addirittura la palestra del chiagni e fotti.

  6. Filippo scrive:

    Comunque: il pezzo di Mancassola è come sempre molto bello.

  7. maria scrive:

    ho pagato a caro prezzo l’amore per un ragazzo quarantenne mai cresciuto che di nascosto in modo ossessivo soddisfaceva il proprio eros con immagini porno o attribuendo il porno a qualunque donna per strada …non sapeva piu distinguere la realtà dalla finzione e quando ciò tocca la sfera erotica è un viaggio verso la fine…ho conosciuto depressione, sadismo, masochismo e il desiderio di farla finita. Per me l’eros di letto era tutto, è la vita, la gioia, la libertà…ma la condizione sentimentale della nostra generazione di TQ (trenatquarantenni) è superficiale e insensata…ragazzi che non sono mai uomini che passano dalle attrici porno alle donne vere che non vogliono legami ma solo incontri al buio…a donne che fanno l’amore con la nutella o con il proprio curriculum vitae…credo che se non ricominciamo ad amarci nei letti come cristo comanda, finche non ci diamo una disciplina sentimentale faremo l’amore con lo yogurt o con le auto di grossa cilindrata, solo pagando la mostruosita di una donna o di un transessuale deformato dal mercato. per l’amore come dono, contro il consumismo di immagini antierotiche spegniamo la tv e usiamo internet per studiare il tantra…riscopriamo l’eros rivolgendoci ad oriente…

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