Un colpo: teatro evoluto e consapevole

di Nicola Villa

In tempi di cocci e macerie si cerca un teatro non pacificato, che sappia mettere in discussione le false certezze di un presente frammentato, di cui l’intero è andato perduto, se è mai esistito. Ci si muove alla ricerca di un’arte che possa assumersi la molteplicità di questo presente, che si prenda la responsabilità di non voltare lo sguardo, di non rimpiangere i bei tempi andati, che sia in grado di fare esperienza delle rovine, della mutazione, ma che allo stesso tempo non ne faccia motivo di resa, al contrario provi ad alzarsi sopra le superfici, sopra quello che si vede, il già noto, le apparenze.

È questo l’incipit programmatico dell’introduzione a Un colpo, il libro a cura del collettivo bolognese di critica teatrale Altre Velocità che raccoglie le interviste a Fanny & Alexander, Motus, Chiara Guidi / Socìetas Raffaello Sanzio e Teatrino Clandestino, quattro delle realtà teatrali più interessanti e vive del nostro teatro di ricerca (l’unico che vale), accompagnate dalle immagini di Andrea Bruno, Magda Guidi, Sergio Gutiérrez, Ericailcane, Beatrice Pasquali e Andrea Petrucci.
L’idea di questo “presente frammentato” è resa anche dalla copertina, un vaso di coccio realizzato da Marco Smacchia che gradualmente, sfogliando le pagine, va in pezzi come colpito dai discorsi, dalle parole e dai tratti degli artisti, assumendo sempre più la metafora di una distruzione prolifica, di un rompere per ripartire, di una decostruzione “credibile”, una delle parole-chiave del libro, affinché si possano rintrecciare etica ed estetica.
Tutto il materiale raccolto nel libro è frutto di un progetto triennale omonimo della Regione Emilia-Romagna, all’interno del programma Geco (Giovani evoluti e consapevoli), voluto dall’ex assessore alla cultura Alberto Ronchi, che ha coinvolto le quattro compagnie autoctone in un percorso di laboratori e spettacoli dedicati ai giovani e ai temi della giovinezza. Al termine del triennio, in tre giornate di fine novembre 2009 a Modena, i gruppi hanno dato vita alla rassegna che ha ospitato There’s no place like home dei Fanny & Alexander, L’ultima volta che vidi mio padre di Chiara Guidi / Socìetas Raffaello Sanzio, Let the sunshine in e Too late! di Motus e no-signal di Teatrino Clandestino.
Per chi ha avuto la fortuna di assistere a questi spettacoli, o comunque conosce la ricerca artistica delle compagnie romagnole, le interviste – le medesime sei domande fatte a ogni gruppo – sono degli utili strumenti per approfondire poetiche a volte inconciliabili, per decifrare linguaggi molto diversi tra loro e inoltre per trovare delle inaspettate confluenze ad esempio sui riferimenti brechtiani. Se dei quattro lavori, i contest dei Motus ispirati alla figura di Antigone erano apparsi l’opera più convincente e attuale sul tema della rivolta giovanile, ciclo che si è esaurito con la sintesi di Alexis, una tragedia greca in questi giorni all’India (dal 25 al 29 maggio), la recensione di Lorenzo Donati sullo spettacolo dei Fanny & Alexander è la migliore e la più esaustiva anche in collegamento con il lavoro “pedagogico radicale” della compagnia Ravennate sul Mago di Oz, mentre l’intervista a Pietro Babina dei Teatro Clandestino rivela tutti i limiti e le potenzialità del lavoro sul reality e la società del narcisismo che appariva, tra quelli della rassegna, come il più acerbo e il più coraggioso allo stesso tempo.
Con in appendice le interviste al critico Goffredo Fofi e all’ex assessore Ronchi, Un colpo è una testimonianza dell’ottimo lavoro fatto da Altre Velocità, una “redazione intermittente sulle arti sceniche contemporanee”, un collettivo che ha pochi simili in Italia e che ricorda per metodi e linguaggi un ambiente più europeo e meno provinciale. Il libro verrà presentato insieme a Enrico Casagrande e Daniela Nicolò di Motus a Roma, giovedì 26 maggio alle ore 20, presso la sala incontri dell’Indiateca del Teatro India (Lungotevere Vittorio Gassman).

Nicola Villa (1984) è redattore della rivista Gli asini di educazione e intervento sociale. Ha curato con Giulio Vannucci I libri da leggere a vent’anni. Una bibliografia selettiva (Edizioni dell’Asino 2010). Ufficio stampa delle Edizioni dell’Asino. Collabora con i mensili Lo straniero e L’indice.
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