ombre

Un consiglio di lettura per l’estate

di Claudio Morici

Oggi vorrei proporvi una lettura straordinaria. Un libro che ha cambiato la vita a milioni di persone. Un libro che riporta al primo posto il vero oggetto della letteratura di sempre: le persone, appunto. Sto parlando dell’Elenco Telefonico di Roma del 2012.

Un po’ lunghetto, 1377 pagine con un font bastardo; ma vi assicuro sono pagine che scorrono velocissime. L’Elenco Telefonico di Roma del 2012 può leggerlo un bambino di 7 anni come un vecchietto. È trasversale. Può leggerlo l’intellettuale o l’operaio. C’è gente che in vita sua ha letto solo questo libro. I Promessi Sposi a scuola e l’Elenco Telefonico di Roma del 2012.
Ci sono un sacco di personaggi, è vero. Ma in ordine alfabetico. Quale altro libro ha tutti i personaggi in ordine alfabetico? L’Elenco dei Commercialisti Italiani, certo, ma due palle! E poi l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 racconta di tutte le estrazioni sociali, parla della gente vera. Ci sono quasi tutti. C’è l’introverso, c’è lo sportivo, c’è il nullafacente, l’innamorato, c’è quello che non ha mai amato in vita sua. C’è gente felice e gente che ha la vita distrutta, chi crede in Dio, chi no e chi ancora non lo sa. C’è l’assassino, sicuro c’è qualche assassino qui dentro, è statistico (calcola una città grande come Roma). C’è la persona più cattiva della città, c’è la persona più buona della città. C’è sua zia, c’è suo figlio. C’è il nostro futuro sindaco, c’è il tuo futuro idraulico, c’è il tuo attuale dentista. Ci sono anche un sacco di stronzi qui dentro, bisogna dirlo. Ma c’è pure la maggior parte delle persone che potresti conoscere con gioia domani mattina e la maggior parte delle persone che hai già conosciuto nella tua vita. Sono tutte qui, nell’Elenco Telefonico di Roma del 2012. Nessun altro libro è così.

Non a caso l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 è stato distribuito in oltre tre milioni e mezzo di copie. Solo a Roma. Tre milioni e mezzo di copie senza essere mai tradotto. Non conosco un altro caso del genere. Si è sempre creduto che l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 non potesse funzionare sul mercato anglosassone, ad esempio. Io penso che hanno fatto la cazzata, ma sono scelte editoriali. Lo sapranno loro. Sarà che sono particolarmente legato a questo libro perché è l’unico libro che parla di me. Di Claudio Morici. Sto a pagine 567. E parla anche della maggior parte dei miei amici. Almeno di quelli che abitano a Roma. Ma forse è lo stesso anche per voi! Come vi chiamate? Volete controllare? C’è l’ordine alfabetico, è facilissimo! Oppure un giorno, mentre lo state leggendo, ecco che all’improvviso vi accorgete che parla di voi… Come cazzo ha fatto? Un libro eccezionale, l’Elenco Telefonico di Roma 2012.

Certo, è bello grosso, ma non ha uno stile pomposo, pieno di aggettivi… Non ce n’è nemmeno uno di aggettivo. 1377 pagine e neanche un verbo. Solo nomi e numeri. Va subito al sodo l’Elenco Telefonico di Roma del 2012. Anzi, niente “va”, che è verbo: “subito al sodo”. Anzi senza neanche “subito al” che è avverbio e articolo: “Sodo”.
“Sodo Raffaele, viale Liegi 75, 5045778”. Di questo sto parlando. C’è questa persona, abita qui, questo è il suo telefono. Basta chiacchiere.
Chi è? Chiamalo. Come è fatto fisicamente? Lo chiami e ti fai mandare una foto, cazzi tuoi. Cosa gli succede alla fine? Telefonagli ogni anno, organizzati, vedi tu. L’Elenco Telefonico di Roma del 2012 non è uno di quei libri che subisci, che ti rende un passivo fruitore. No. Chi è davvero Sodo Raffaele? Incontrerà Bencivenga Ilaria, personaggio a pagina 186? Inutile che stai qui a domandartelo, datti da fare, telefona a tutti e due e mettili in contatto, no? “Ciao Raffaele, questo è il telefono di Ilaria, fammi sapere, ok? Grazie Raffaellone”. Chiedi. Informati, attiva il cervello! Tiberio Felicetti riuscirà a essere felice oppure no? Lo chiami, lo mandi affanculo. Ecco lì che non ci riuscirà, almeno per oggi. Grazie a te.
Quel personaggio muore o ce la fa a sopravvivere? Quando si saprà? Sono domande che spesso ci poniamo quando siamo alle prese con un libro particolarmente avvincente. Ecco, qui alzi il telefono, con una scusa gli dai un appuntamento e ammazzi Tiberio Felicetti. Non ce l’ha fatta. Ma hai deciso tu, hai partecipato alla narrazione!
Quell’altro personaggio si innamorerà? Magari è una lei anche con un nome. Le telefoni, le dici che la vedi di nascosto tutti i giorni, che è bellissima. Poi il giorno dopo le fai un paio di squilletti. E quindi ancora altri complimenti gentili, magari le spedisci un mazzo di rose… Ecco lì che la tipa comincia a pensarti! “Ma chi sarà questo ammiratore”, “Forse è vero che sono bella”, “Nessuno mi ha mai parlato così”, “Chissà perché insiste che sono bionda quando sono mora…” e zac! Si innamora! E ti senti anche un po’ coinvolto personalmente. Chissà che, scherzando e ridendo, anche tu… A meno che non è una vecchia di 90 anni, questo purtroppo non te lo dice l’Elenco Telefonico di Roma del 2012. Se proprio devo fare una critica, questa cosa dell’età l’avrei fatta diversa. In ogni caso: altro che storytelling partecipativo dei social network! Alza quel telefono e chiama! Stai li a mettere “mi piace”, a scrivere il commentino che leggono gli amici… Alza quel telefono, coglione, che a quest’ora avevi già fatto! Ce l’hai le dita? Ti pesano le dita?!

Ma inutile stare qui a osannare questo libro. Perché un libro, se è un buon libro, parla sempre da solo. Leggiamone un brano. Da l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 (pag. 481):

Di Seri Antonio, 56 via Monte Ruggero, 55367746
Di Seri Concetto, 74 via del Castagno, 5960030
Di Seri Franca, 24 via Piave, 4789566
Di Seri Riccardo, 45 via G. Salviucci, 8170556

Con l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 la grande letteratura è entrata a casa tua, gratis. Ti ha bussato alla porta, la grande letteratura. “Buongiorno, elenco telefonico 2012, mi apre il portone?”. Altro che i romanzi allegati al Corriere della Sera, ad esempio, che li buttavi in libreria e poi un giorno magari… quando avrò più tempo… Non potevi neanche telefonare ai personaggi! Che magari non erano neanche in ordine alfabetico! Libri che non parlano di te e dei tuoi amici… Te lo credo che poi non te li leggi!

Ma soprattutto l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 è molto meglio dell’Elenco Telefonico di Roma del 2014. Perché nell’Elenco del 2014 non ci sono più alcune persone. E questo è normale. Ma non ce n’è più una, in particolare, a cui tenevo tantissimo. Purtroppo. Un mio amico non c’è più. E l’Elenco Telefonico del 2014 non dice niente, così, eliminato come se nulla fosse. Senza una spiegazione, una nota. Senza una regola scritta all’inizio o alla finte del libro, tipo: “Ogni anni scompaiono delle persone e questo fa parte della natura”. Neanche una frasetta del genere. “Scusate, ogni anno qualcuno non c’è più: è la vita, ve lo diciamo prima”. Niente. Per me è stato molto difficile.

Poi una settimana fa non te lo incontro per strada? Appena mi vede alza il cellulare “Ao, mi so’ fatto il cellulare finalmente!”. E io “Ma vaffanculo!”. E lui “T’ho fatto prende’ un colpo, eh? Me lo so’ preso nel 2013, era ora, no? Per questo non compaio nell’Elenco Telefonico di Roma del 2014. T’ho fatto prende’ un colpo, eh?”. E io ancora: “Ma vaffanculo!”. E via abbracci, baci, cazzotti sulla spalla.

Insomma, finisce anche bene, l’Elenco Telefonico di Roma 2012.

Claudio Morici ha esordito con Matti Slegati, per Stampa Alternativa, ispirandosi alla sua breve esperienza da psicologo. Nel 2007 ha pubblicato Actarus. La vera storia di un pilota di robot (Meridiano Zero) in cui racconta il precariato in Italia, anche se dal titolo non sembra; nel 2009 La terra vista dalla Luna (Bompiani). L’ultimo romanzo, L’uomo d’argento (2012, E/O), l’ha scritto in almeno trenta città diverse e tutte le stanze in cui ha dormito sono state meticolosamente pubblicate su Facebook. Repubblica.it gli dedicò anche una gallery . In occasione dell’uscita del romanzo, ha girato in rete il famigerato “fake” in cui spara al libro.
Commenti
18 Commenti a “Un consiglio di lettura per l’estate”
  1. Utilissimo poi per chi lavora nei call center… :)

  2. Subhaga Gaetano Failla scrive:

    Ho iniziato a leggere il brano immaginandolo un superficiale esercizio di scrittura, ma poi mi è talmente piaciuto da andare a cercare in Rete qualche notizia su Claudio Morici; leggerei volentieri il suo “Actarus. La vera storia di un pilota di robot”.

  3. Valentino scrive:

    Si ha degli sviluppi interessanti, ma la fine lascia molto a desiderare.

    7/10

  4. Il mio era stato un commento un po’ telegrafico ma volevo esprimere implicitamente la mia approvazione, anche per quanto riguarda il finale, che dà un tocco tra il “sentimentale” e il dissacrante.

  5. Marinella Niccolini scrive:

    Sto sfogliando vecchi elenchi telefonici. C’è dentro un mondo. Complimenti.

  6. Boh scrive:

    Che stronzata avvilente

  7. Pippo Balestra scrive:

    Scusate ma lo sto leggendo e non posso evitare d’infilarcelo.
    Giorgio Manganelli, dico, ci infilo, estrapolato e trascritto qui.

    Da “Il rumore sottile della prosa”, in “Che cosa non è un racconto”, a pagina 33 di questo Adelphi che ho qui in mano adesso:

    “La guida del telefono? Ecco: la guida del telefono è un oggetto affascinante, e non è entrata nelle Storie della letteratura forse per la sua giovane età, o piuttosto per le congiure degli accademici. In realtà, la guida è già un ‘indice delle persone e luoghi notevoli’, indice che gli accademici amano intensamente; ma è soprattutto l’indice di un libro apparentemente da scrivere. Apparentemente, dico, perché la guida si offre come sterminato catalogo dei possibili, disposto in un ordine rigoroso che in realtà descrive il disordine del caos primordiale. La guida del telefono è un abisso insondabile, ma illuminato da una volontà di completezza e totalità che non ha l’esempio. La guida è una invenzione teologica, teocentrica, insieme comprensiva e insondabile; ma la regge una iterazione epifanica, insomma è una visione, ed una sola. È il racconto? No, è il romanzo”

  8. Carlo scrive:

    Assurdo che nel 2014 non ne facciano anche la versione eBook…

  9. Lalo Cura scrive:

    ho conosciuto uno scrittore che, inciampato per caso nell’opera di manganelli e avendola letta tutta, ha deciso seduta stante di smettere di imbrattare carte e ha appeso a un unico chiodo penna, macchina da scrivere e computer
    a quanto pare, le pagine del manga non hanno lo stesso effetto salvifico su tutti: morici, infatti, continua imperterrito a scrivere, i.e. a farsi del male

    lc

  10. RobySan scrive:

    Invece l’elenco telefonico della città di Torino è diventato una pizza: da quando non c’è più la signora Tuttobene Crocifissa è una lettura priva di interesse.

    In ogni caso: si resta in attesa di un analogo pezzullo costruito attorno alla Farmacopea Ufficiale. Scritto, possibilmente, da Raimo.

  11. Sandro scrive:

    Geniale, semplicemente geniale, oltre che ben scritto.
    Il post intendo.

  12. Molta gente non c’è più, nell’elenco. Chi è passato a fastweb come me, per esempio, non c’è più (una storia in meno… capirai). Anche chi ha tolto il telefono perché tanto c’è il telefonino (‘n’altra storia in meno…). Oppure l’ha tolto e non c’ha manco il telefonino (aricapirai). Mi chiedo se uno scrittore di sinistra debba parlare di questi che non ci sono più oppure deve parlare di quelli che ci sono ancora. Secondo voi?
    Una volta a un amico gli s’era rotto il cellulare – gli si cascava sempre per terra, prima o poi… pe’ forza – non c’aveva mai manco voglia di andarlo a riparare, non lo ricomprava, a casa aveva tolto pure il fisso qualche anno prima (e tanto pure quando ce l’aveva se rispondeva la mamma era finita uguale), stava senza telefoni insomma… si innamorò di una bellissima ragazza messicana che faceva la cameriera stagionale in uno chalet al mare, una fanciulla di una bellezza disarcionante, andavamo spessissimo nel suo stabilimento, dove ella lavorava, lui la chiamava, anche troppo classicamente (banalmente?), “la dea”. Vabbè…. Alla fine chiesi all’amico perché cazzo non si rifacesse un cellulare ché dava il numero a quella povera crista e la finivano là, che m’ero pure stufato di farmi caffè e tassoni a manetta tutti i giorni. Mi disse che per ora non se ne parlava… Ché tanto il telefono non serve, la gente si incontra in giro, quello è il bel campare, no il telefono, le chat… ste cose qua. Oh, che vi devo dire, mi convinse. C’aveva ragione. Che poi alla fine, se ci pensate, il telefono, come la tastiera, come le parole, servono per dire le bugie (che per carità a me mi piacciono, le bugie, però bisogna rendersene conto, infatti se ci pensate i videofonini… quanto so’ durati? niente, perché come cazzo facevi a contar cazzate in videoconferenza? era più difficile). Comunque, l’amico mio con la ragazza dello chalet alla fine non ci s’è dato manco un bacio a stampo. Niente. Ma secondo me il telefono non c’entra niente… è che non si beccarono più, non si incontrarono più in giro. Era ‘na buscia insomma… o no?

  13. E comunque, molto meno divertente o poetico, esiste il “registro delle opposizioni” per cancellare il proprio numero dagli elenchi pubblici aggiornati….Spunto meritevole per un racconto a parte :)

  14. Paolo Guido scrive:

    Simenon leggeva solo quello.

  15. Cirotto scrive:

    La camorra, quando una decina di anni fa cominciò a piazzare i ragazzi africani fuori i ristoranti e i locali come guardiamacchine, per non farli annoiare dava loro gli elenchi telefonici di Napoli o della provincia.

    Il pezzo è divertente.

    Ciao

  16. Riccardo Moma scrive:

    @Raimo, io capisco che vuoi bene ai tuoi amici, ma imporli anche noi mi pare troppo. Già il teatrino che avete fatto con Morici recentemente era di così cattivo gusto che Parente a confronto mi era sembrato Proust, ma questo nuovo pezzo di Morici oltre a non essere per niente originale non brilla per scrittura né per contenuto. Non fa neanche ridere. Allora, dico io, queste cose non ve le potete raccontare da Giufà tu e Morici (magari lui si produce di nuovo nel situazionismo d’avanguardia di cui è capace – cioè spara sul suo libro…)?
    E soprattutto: la redazione di minima&moralia è complice di tutto ciò? tace e abbozza? Non ci credo, vi stimo troppo…

  17. lina scrive:

    pessimo

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