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Un romanzo di idee (e di azioni)

Zachar Prilepin sarà a Roma domenica 16 dicembre, a Più libri più liberi, e lunedì 12 alla Casa delle traduzioni in via degli Avignonesi 32. Martedì sarà invece a Firenze, alle 12 presso il dipartimento di lingue e letterature comparate dell’Università e alle 18 alla libreria Edison. Noi pubblichiamo una recensione di Carlo Mazza Galanti al suo ultimo libro, «San’kja», uscito per Voland.

Le ambiguità che il primo romanzo di Zachar Prilepin aveva messo in scena da un punto di vista soprattutto psicologico, tra la violenza della guerra e quella dell’amore (le Patologie che danno il titolo al libro), vengono riproposte in San’kja sul piano del teatro politico della Russia post-sovietica. San’kja è un giovane ventenne cresciuto in una provincia depressa, membro dell’Unione dei Costituenti, blocco politico “rosso-bruno” giovanile e iper-ribellista tratteggiato da Prilepin sul modello del partito nazional-bolscevico, cui lo scrittore ha aderito dopo aver partecipato come membro dei corpi speciali russi alle operazioni militari in Cecenia. Nella figura del venerato filosofo Kostenko è adombrata quella di Aleksandr Dugin fondatore e ideologo, insieme allo scrittore Edouard Limonov, del partito: personaggi borderline, piuttosto indecifrabili e inquietanti (di Limonov ha ricostruito la mirabolante parabola esistenziale – tra Stati Uniti, Francia, Russia – l’ultimo libro di Emmanuel Carrère). È un mondo in bilico tra l’attivismo politico, appassionati slanci controculturali e indigeste ideologie “fasciocomuniste” (anche se i suoi rappresentanti tendono e respingere categoricamente l’etichetta fascista), quello di cui fa parte anche Prilepin e che ci racconta in questo bel romanzo di idee (e di azioni), che un filo diretto sembra unire ai grandi classici del realismo russo, Dostoevskij su tutti. Stentiamo a riconoscere le coordinate entro cui interpretare i movimenti di questi “indignati” russi: onore patriottismo coraggio spiritualità rivoluzione, la ricerca appassionata di un’appartenenza che probabilmente non esiste più, che non è più possibile, come sostiene il giovane e disincantato professore universitario Bezletov durante un’animata discussione con l’irriducibile San’kja (“Voi non avete più niente a che vedere con la Patria. Né la Patria con voi. E la patria non c’è più. E’ andata, dissolta! Per cui non vale proprio la pena di provocare con le vostre porcherie, spaccare vetri, teste, e tutto quello che spaccate.”).

E nondimeno traspare chiaramente il valore qui testimoniato di un rifiuto viscerale e di una mobilitazione vasta e vitale contro lo stato poliziesco della Russia di Putin e contro le storture culturali di un paese assediato dai più sfrenati parvenu del consumismo. Patologico dunque, politicamente parlando, questo romanzo di Pilepin è uno strumento utile a leggere la situazione russa attuale (e i risultati delle ultime legislative), e per interpretare le spinte che si muovono anche a livello globale: nuove configurazioni, nuovi schieramenti, nuove pericolose derive. Da vero romanziere, Prilepin espunge l’autobiografia, la neutralizza, nessuna traccia della sua partecipazione diretta agli eventi raccontati (e trasfigurati), lo scrittore conserva la distanza e la lucidità necessarie a lasciar vivere idee e passioni indipendentemente dall’enunciazione univoca e sempre parziale dell’autore. Qualcosa sembra allora scattare, configurarsi un destino, tra le pagine sospese nel racconto e nell’ambiguità di un presente che comunque, suggerisce questo libro, non sembra lasciare grandi alternative alla radicalità.

Carlo Mazza Galanti è nato a Genova nel 1977. Ha lavorato in Francia come ricercatore universitario prima di tornare in Italia, a Roma, dove vive e lavora. Scrive su diversi giornali e riviste, in particolare Alias, il manifesto, D di Repubblica, lo Straniero, Nuovi Argomenti, Orwell. Traduce romanzi dal francese.
Commenti
Un commento a “Un romanzo di idee (e di azioni)”
  1. eric scrive:

    Article trés intéressant .
    Mais le personnage de Kostenko IS NOT Douguine
    Kostenko is Limonov.

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