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Un sedicesimo: cieli dal collezione

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Questo articolo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Ha collezionato cieli come antidoto contro la malinconia. E adesso i cieli blu di carta del giovane scrittore, illustratore e designer inglese Joe Rudi Pielichaty sono diventati il bellissimo libro tascabile Blue Skies pubblicato come nuovo numero della rivista di grafica “Un Sedicesimo” (Corraini in collaborazione con Arti Grafiche Castello, pagg. 16, 5 euro).

Pielichaty ha iniziato la sua collezione un giorno del 2008, quando studente all’Edinburgh College of Art come surrogato alla desiderata fuga (dagli studi, dall’ansia, dallo spleen, dal cielo grigio di Edimburgo) ritagliò un cielo blu da una rivista di viaggio. Da lì in avanti, un cielo dopo l’altro, ha incollato e custodito cieli di mezzo mondo dentro quaderni e album di foto a mo’ di souvenir di viaggi immaginari.

Dal Marocco all’Italia, i sedici cieli raccolti in Blue Skies hanno come unica didascalia il paese a cui virtualmente appartengono e la distanza in miglia da Nottingham, dove Pielichaty oggi abita e lavora. Ultimo dei sedici è il cielo dell’Italia, il primo a essere stato ritagliato, un trapezio un po’ sbilenco, azzurrissimo e senza una nuvola, a 997 miglia di distanza da lui.

L’operazione ricorda, in creatività e perseveranza, quella fatta dal fotografo Luigi Ghirri nel 1974 quando adattando il “nulla dies sine linea” di Plinio (“nessun giorno senza linea”, il riferimento era al pittore Apelle che non lasciava passare giorno senza disegnare almeno una linea) fece propria la pratica quotidiana del “nessun giorno senza una foto del cielo”.

Ghirri fotografò 365 cieli, montandoli poi su più pannelli “senza tener conto dell’ordine di esecuzione” e titolandoli con ∞, il simbolo dell’infinito (uno dei pannelli è in mostra fino al 2 ottobre al Macro di via Nizza, a Roma, all’interno della collettiva curata da Antonella Sbrilli e Maria Grazia Tolomeo “Dall’oggi al domani. 24 ore nell’arte collettiva”).

Prima di Ghirri e Pielichaty c’era stata anche Emily Dickinson, regina nella pratica quotidiana dell’arte e nell’uso degli elementi della natura per dire in versi le intermittenze dell’anima. Del cielo scrisse: “Mi pesarono, Granello per Granello – Bilanciarono Fibra con Fibra, Poi mi porsero il valore del mio Essere – Un singolo Grammo di Cielo!”

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
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