Una giornata di campionato

di Nicola Lagioia

Domenica 22 gennaio 2012.

La diciannovesima giornata di serie A del campionato 2011/12, vale a dire il giro di boa, il turno che segna la fine del girone d’andata, è la conferma squillante di come io abbia fatto bene, negli ultimi anni, ad allontanarmi da questo torneo, cioè a restarci sempre più attaccato considerandolo non un rito (impossibile), o la manifestazione sportiva che non è ormai da tempo, ma uno schermo abbastanza fedele sul quale seguire le vicende della pornografia di massa nazionale.

Se la serie A avesse per esempio a che fare ancora con un torneo sportivo, la Juventus non avrebbe potuto laurearsi matematicamente campione d’inverno per il fatto di aver giocato e vinto ieri (sabato), cioè un giorno prima, la partita decisiva contro l’Atalanta, rendendo dunque – ai fini della nostra emozionabilità per ciò che riguarda la vetta della classifica – questa domenica completamente inutile. A meno che si voglia considerare il cardiopalma della seconda classificata (il Milan), la quale, dal meno quattro di ieri sera è passata, vincendo contro il Novara, al meno uno di stasera.

Mi rendo conto di poter sembrare uno di quei nostalgici per i quali le partite avrebbero dovuto continuare a giocarsi per sempre tutte contemporaneamente la domenica pomeriggio, per i quali 90° minuto sarebbe dovuto rimanere eternamente il primo momento utile per far “vedere” cosa era successo sui campi di gioco a chi non si era conquistato il merito di raggiungere uno stadio.

Non è così. Il calcio nell’epoca della sua morte come sport, della sua rinascita come porno deluxe nelle pay tv e come gonzo su yotube o sui canali pirata ha smesso di emozionarmi e mi fa schifo per quanto esercita a volte su di me il suo potere d’attrazione, ma continua a interessarmi molto: proprio attraverso la sua trasfigurazione, è infatti riuscito a rimanere uno specchio fedele della nostra società, cioè della nostra emotività. Se prima eravamo una società che poteva rispecchiarsi nello sport nazionale, adesso possiamo rispecchiarci nel porno nazionale, una variante di quello mondiale.

Il porno ovviamente è a propria volta un rumore di fondo e un palinsesto, probabilmente una copertura involontaria, il discorso dal quale siamo distratti mentre lì sotto, nelle cantine, accade qualcosa di tremendo. Qualcosa per la quale non troviamo un nome. Per questo mi sento un cretino a parlare di “Juventus prima in classifica” e “Milan secondo”, a parlare di “cardiopalma”, di “campione d’inverno”, di “giro di boa”. Mi sento ridicolo perfino a parlare di “società”, di “specchio”. Di specchio non ancora. Davanti allo specchio avevamo a un certo punto provato a mettere qualcosa. Cosa producono due specchi che si fronteggiano senza più niente in mezzo? Il Milan soffre un tempo, ma poi ci pensa Ibra. Conte non si sbilancia, ora aspetta i rinforzi. Nonostante il titolo di campione d’inverno, saremo di nuovo capaci, io per primo, di dare il 120 per cento per tutto il girone di ritorno. Oggi possiamo parlare di primi della classe come neanche nella più bella delle favole. Perché è inutile girarci intorno. Ci sarebbe da sfruttare lo smisurato talento di Elia. Della città di Tishbà, nel paese di Galaad, e perciò detto il Tishbita. Ecco, io invierò il profeta prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore. Poi ci pensa Ibra. Smaltita l’amarezza per un derby buttato via. Orgoglioso del record. Il capitano del presente dilagante e nuovamente da record. Totti divino. Del presente dilagante. La Roma, insieme alla goleada al Cesena, riscopre anche il suo leader. Col nostro popolo e con la nostra fede: governare l’Italia non è difficile, è inutile. Desidero dunque rivolgere un elogio alla gente di Puglia perché è feconda e crede coi fatti nell’unico primato che veramente conta nella vicenda e nella lotta dei popoli: il primato dei figli, il primato della vita. L’Europa sarà dominata dalla Germania. Il figlio finisce all’ospedale, attimi di paura per Morrone. Grande spavento, per fortuna poi rientrato, nelle file del Parma durante il derby col Bologna. A metà gara il capitano gialloblù, Stefano Morrone, ha abbandonato in gran fretta lo stadio a causa del ricovero in ospedale del figlio, di pochi mesi. Dio stramaledica gli inglesi. La moglie era molto preoccupata e impaurita e credo che per lei avere di fianco il marito fosse la cosa più giusta, ha raccontato ancora l’allenatore. La moglie dell’allenatore. A letto con il confessore. Donandoni ha poi ringraziato l’arbitro Bergonzi per l’atteggiamento di comprensione durante l’intervallo. I più grandi statisti del secolo. I quattro la stuprano e la picchiano con delle rocce, lasciandola priva di sensi. Non sarà campione d’inverno, non sarà una squadra spettacolare, ma intanto l’Udinese sbriga con un gol per tempo la pratica Catania. Se Dio esiste, gli do due minuti per fulminarmi. Ha ancora sedici anni quando subisce una seconda violenza carnale a opera di “Preacher”, lo zio biker di Jack, il suo primo fidanzato. Il Catania, tutto riversato in avanti per sfruttare un angolo a favore, si è fatto sorprendere da una veloce ripartenza dei padroni di casa. Prova a seguire le orme della madre come showgirl a Las Vegas, ma viene più volte scartata perché non è dell’altezza, allora richiesta, di 173 cm. Gli etnei hanno provato a reagire ma al 39′. Calcio piazzato da 24 metri. Da 35 metri. Da 11 metri. Dell’1 a 1 con Gomez e Marchese. 5 a 1. 5 a 3. Ecco la lista dei 20 trasferimenti più costosi di sempre. Cristiano Ronaldo: 93,9 milioni di euro. Zinedine Zidane 68,8 milioni di euro. Una morte è una tragedia, un milione una statistica: Ricardo Kakà, 67 milioni. La settima vittoria consecutiva, l’ottava considerando quella di coppa Italia con il Genoa. Jenna torna a casa e si toglie l’apparecchio con delle pinze. Il giorno dopo torna al locale e ottiene il posto. Nel primo tempo gioca meglio e passa in vantaggio con Rocchi. Viene introdotta nel mondo del porno grazie a un provino tenuto di fronte al pornoattore e produttore Randy West. Quando Alvarez si sitema dietro le punte, qualcosa migliora nel finale. Non è mai stato trovato un ordine scritto e firmato, e forse, tale ordine, non è mai neanche esistito. Il sorpasso, nella ripresa, lo firma Pazzini (in lieve fuorigioco) con un pallonetto, alla fine di un’azione rocambolesca in cui la difesa laziale si fa sorprendere da un lancio di Lucio (di testa) dalla linea di metà campo, dato che Klose, ben smarcato da Rocchi, fallisce il pareggio a dimostrazione che l’Inter è la sua bestia nera, senza contare che l’assalto finale dei biancocelesti risulta vano poiché Ledesma, un gigante in mezzo al campo, ci prova sino alla fine. Un linguaggio circonvoluto e burocratico teso a nascondere alla maggior parte della popolazione quello che stava realmente accadendo. Il gol più bello del 2011. Siamo operai al servizio della riscossa dopo anni magri. Contattò l’agente Mark Spiegler attraverso internet, quindi si trasferì a Los Angeles. Nella misura in cui è giunto a definire la disumanità del nostro tempo, esso ha dunque svolto una funzione morale. Un’invenzione di Pirlo e molto contenimento dei danni ci hanno consentito di battere per 2-0 l’Atalanta. È fuori di noi ma è intorno a noi, è nell’aria. Il disconoscimento della solidarietà umana, l’indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui. Il suo aspetto giovanile fornì lo spunto a Tyra Banks per criticare la sua scelta di intraprendere una carriera in quel settore. ll Los Angeles Magazine, pur disapprovando la sua scelta professionale, ha dichiarato che la Grey ha le potenzialità nel divenire una stella, forse la prossima Jenna Jameson. Carissimo Dott. Panza, se ben ricordo, Pirlo cercava una nuova sfida ma era disposto a rimanere al Milan in caso Galliani gli avesse offerto un triennale. Siccome l’a.d. gli offrì solo un rinnovo annuale decise di lasciare, in quanto la Juventus gli offriva due cose: nuova sfida e contratto soddisfacente, contro le zero del Milan. Gli stranieri possono dire che siamo stati creati dallo Stato. No! Siamo noi “lo Stato”. Noi non obbediamo agli ordini di nessuna potenza terrena, ma soltanto agli ordini di Dio, che ha creato il popolo tedesco. O vi si sfaccia la casa. La malattia vi impedisca. I vostri nati torcano il viso da voi.

Nicola Lagioia (Bari 1973), ha pubblicato i romanzi Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) (vincitore Premio lo Straniero), Occidente per principianti (vincitore premio Scanno, finalista premio Napoli), Riportando tutto a casa (vincitore premio Viareggio-Rčpaci, vincitore premio Vittorini, vincitore premio Volponi, vincitore premio SIAE-Sindacato scrittori) e La ferocia (vincitore del Premio Mondello e del Premio Strega 2015). È una delle voci di Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio3. Nel 2016 è stato nominato direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Commenti
3 Commenti a “Una giornata di campionato”
  1. luigi weber scrive:

    Bello, un Nicola Lagioia balestriniano. Intanto che leggevo, mi domandavo con cosa avresti chiuso, se tagliandolo in un luogo qualsiasi, o scegliendo un “frame” particolarmente efficace. Potente l’epifania di Levi.

  2. andrea queirolo scrive:

    che bella lettura.

  3. giuseppe zucco scrive:

    “il resto dei giocatori madrileni erano sconosciuti, ma non solo sconosciuti, anche i loro corpi apparivano indistinti, le loro gambe erano gambe ma al tempo stesso avevano caratteristiche estranee a degli arti, come se andassero cancellandosi e ridelineandosi in continuazione. lo stesso accadeva con le braccia e i volti dove era impossibile cogliere un’espressione definita, un profilo fisso, anche se questo strano fenomeno non sembrava importare molto agli altro giocatori del barcellona.”

    roberto bolaño, i dispiaceri del vero poliziotto, p.154

Aggiungi un commento