Una lettera dal Centro per il Libro e la Lettura

In un articolo di qualche giorno fa apparso su minima&moralia, Christian Raimo, nell’elencare le iniziative indipendenti e quasi mai finanziate che alimentano la vita culturale nella capitale, apriva una parentesi molto critica sul Centro per il Libro e la Lettura, un organismo ministeriale di cui, almeno all’autore del pezzo, sfuggiva il senso. Ieri è arrivata in redazione una lettera dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali firmata da Flavia Cristiano, direttore del Centro, in cui si rettificano alcune asserzioni presenti nell’articolo. Ci sembra giusto e doveroso pubblicare in questa sede la sua replica.

di Flavia Cristiano

Ho letto con interesse le informazioni contenute nell’articolo di Christian Raimo, pubblicato il 19 febbraio sul blog culturale di minimum fax. L’articolo contiene alcune osservazioni sul merito e sull’operato del Centro per il libro e la lettura alle quali desidero replicare; pur riconoscendo che le critiche costruttive e i suggerimenti sono sempre ben accetti (e ne faremo tesoro per migliorarci), vorrei segnalare alcune imprecisioni.

Il nostro sito vorrebbe rappresentare uno strumento di dialogo con la comunità del libro e si impegna a dare voce a tutte le iniziative che – sull’intero territorio nazionale – interessano il mondo del libro. Per poter fare questo, lo abbiamo impostato (dopo un restyling grafico e tecnico partito nel dicembre scorso) all’insegna dell’interattività. Il sito è stato arricchito di sezioni e servizi e può risultare lacunoso in alcuni aspetti (la redazione lavora molto grazie alle segnalazioni dei diretti interessati e cerca di dare spazio a tutte le informazioni ricevute), mentre il passaggio da una struttura a un’altra ha comportato senza dubbio inconvenienti tecnici, ai quali stiamo cercando di porre rimedio.

Il Centro come istituto autonomo è operativo dal settembre 2010; il presidente, Gian Arturo Ferrari, è stato nominato per la durata di un triennio con decreto del Ministro il 12 maggio 2010. Ferrari, che non è “un funzionario pubblico” e non percepisce alcun compenso per il suo incarico, rappresenta il Centro e ne presiede i due organi di gestione: Consiglio Scientifico e Consiglio di Amministrazione. L’Istituto è diretto da un dirigente del Ministero, la sottoscritta (a tutti gli effetti un “funzionario pubblico”), e la gestione viene controllata dal Collegio dei revisori dei conti.

La sede del Centro – il citato palazzetto di via della Lungara – è di proprietà demaniale e fa parte del complesso di edifici dell’Accademia dei Lincei. Le necessità riguardano quelle di ogni ufficio, pubblico o privato che sia: vi lavorano 26 impiegati che operano in un ambiente adeguatamente gestito, nel rispetto delle norme di sicurezza previste dalla legge vigente. La cifra citata nell’articolo rappresenta, indicativamente, lo stanziamento del capitolo di funzionamento nell’anno 2011 necessario a coprire le spese per la gestione e la realizzazione delle attività istituzionali. Lo scorso anno il Centro ha realizzato e/o partecipato a numerose iniziative quali la mostra “L’Italia dei Libri”, la campagna “il Maggio dei Libri”, la fiera del libro di Mosca, il “Premio Città del Libro”, la fiera “Più libri più liberi”, il progetto “Nati per leggere”, oltre a due convegni internazionali e alla citata Rilevazione Nielsen. Le linee di attività si possono approfondire navigando sul sito; è chiaro che nessuno dei progetti e delle attività realizzate ha potuto avere un costo di 700.000 euro.

Per quanto riguarda la banca dati dei traduttori editoriali, la stessa non è ovviamente immune da problemi tecnici, ma ricordo che vuole essere una risorsa a disposizione degli editori e dei traduttori. Si precisa che l’iscrizione avviene su base volontaria e che a oggi i traduttori iscritti sono 303.
Al riguardo, Raimo segnala che, alla ricerca di un nome specifico, non “viene fuori niente”: il caso citato trova il riscontro della diretta interessata che, alle ore 18.07, lamenta problemi di iscrizione. La traduttrice risulta essersi poi registrata con successo alle ore 18.14. A prescindere dal caso specifico, devo ammettere che altri hanno avuto problemi analoghi, risolti dopo avere scritto all’indirizzo di posta elettronica in calce al form, ottenendo sempre risposta e assistenza tecnica da parte del Centro.
Va chiarito che la registrazione non equivale all’iscrizione, che è un passo successivo direttamente a cura dell’interessato; l’iscrizione deve poi essere validata dal Centro e solo dopo tale validazione il nome risulta nella banca dati, quindi sul motore di ricerca.

Sappiamo di non aver chiarito tutti i punti sollevati da Christian Raimo e dai suoi interlocutori del blog, ma confidiamo in ulteriori occasioni per conoscerci meglio e mettere a profitto le critiche e i suggerimenti.

Grazie

Commenti
10 Commenti a “Una lettera dal Centro per il Libro e la Lettura”
  1. minimaetmoralia scrive:

    Anche io ho letto davvero con molto interesse questa lettera di Flavia Cristiano, che chiarifica giustamente molte questioni, e ne lascia a latere le altre.
    Provo a enumerarle:
    1) perché Gian Arturo Ferrari? Non sembra un doppione in un ruolo di dirigenza? Chi decide dove investire i fondi a disposizione?
    2) perché non finanziare direttamente iniziative che già ci sono invece di raddoppiarle? Ossia nel rapporto tra editori e traduttori, non esistevano già banche dati e strumenti informali da poter supportare?
    3) quanto di questo budget ordinario del Cepell è stato destinato alle ricerche Nielsen?
    4) perché – se uno fa una rapida indagine tra gli operatori del libro (editori, scrittori, etc…) così pochi conoscono il vostro lavoro?
    5) visto che le sembrava interessante e vitale il panorama che provavo a delineare a Roma, sarebbe pensabile avere un finanziamento per un festival diffuso in città tra tutte le realtà che segnalavo?

    ho provato a continuare il dibattito, speriamo che si possa ulteriormente proseguire, anche dal vivo.

  2. minimaetmoralia scrive:

    il messaggio precedente è di Christian Raimo

  3. Flavia Cristiano scrive:

    Premesso che sono senz’altro interessata a proseguire un dialogo con lei, anche di persona, ecco le mie risposte riguardo ai punti sollevati nel suo commento:

    1) le decisioni sul programma di attività e i relativi investimenti non spettano né al Presidente, né al Direttore del Centro, ma al Consiglio Scientifico e al Consiglio di Amministrazione, dove sono rappresentate anche le altre componenti istituzionali e associative del mondo del libro (AIE, ALI, Regioni, ANCI, ecc.). La scelta del Presidente è specifica competenza del Ministro per i beni e le attività culturali, che ha designato Gian Arturo Ferrari per il primo triennio;
    2) a quanto ne so, la Banca dati dei Traduttori editoriali rappresenta una novità per l’Italia ed è l’unica esistente, fatta eccezione per la Banca dati della Fiera del libro per ragazzi di Bologna che è specifica per il settore della letteratura per l’infanzia e adolescenza (e con cui lavoriamo in stretta collaborazione, essendo complementari);
    3) per il Centro, la rilevazione dell’acquisto e della lettura di libri nel 2011 ha avuto il costo netto di 77.067,00 €. L’assegnazione alla Nielsen è avvenuta previa gara pubblica. I risultati dell’indagine annuale (gennaio-dicembre 2011) saranno presentati ufficialmente il prossimo 23 marzo presso la Biblioteca Casanatense, a Roma;
    4) è abbastanza frustrante scoprire che siamo così poco conosciuti; forse, se avessimo più mezzi, saremmo anche più noti;
    5) purtroppo l’attuale congiuntura non ci permette interventi in tal senso, almeno per ora.

  4. È in partenza il Maggio dei Libri, e m’interrogo su come dare adeguatamente la notizia su Tropico del Libro. Allora son venuta qui, a rileggermi un po’ di post di Christian Raimo sul Cepell, le uniche riflessioni approfondite che ho trovato in rete sul tema (per favore segnalatemi cosa mi sono persa).

    Per voi, in cosa consiste essenzialmente l’iniziativa il Maggio dei libri? Un database, un raccoglitore di eventi organizzati e finanziati da indipendenti, nient’altro che questo?

    Come minima et moralia anche Tropico del Libro non ha apprezzato la chiassosa presentazione dei dati Cepell/Nielsen del 23 marzo (http://tropicodellibro.it/notizie/litalia-dei-libri/), ma ora ci stiamo chiedendo come poter essere ancora più costruttivi, dopo la critica e l’informazione. Dal momento che Flavia Cristiano – di cui ho apprezzato, pur non conoscendola, la sobria risposta – si mostra disponibile al colloquio, chiedo a lei e voi tutti, se non sia possibile estendere l’offerta a un pubblico più ampio, e organizzare un incontro aperto a tutti quegli attori collettivi e non che lavorano per il benessere del nostro settore, intorno al tema “Cepell” (ovvero l’organismo istituzionale che dovrebbe rappresentarci). Immagino un colloquio di persone armate di buone idee e non disilluse energie intorno a una tavolaccia rotonda, e non una versione palco/platea. Tropico del Libro, e io stessa, siamo appena nati, in fondo, quindi capirete come il nostro bisogno di confronto sia urgente e ritardatario al tempo stesso.

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  1. […] un po’ di tempo che ci stiamo occupando del Cepell, ossia del Centro per il libro e la lettura, un organismo fortemente voluto da chi ha a cuore la […]

  2. […] 2012, Flavia Cristiano, tuttora direttore del Centro scriveva: «La sede del Centro – il citato palazzetto di via della Lungara – è di proprietà demaniale […]

  3. […] sotto di lui c’è Flavia Cristiano, il direttore del centro, e ben 26 impiegati (stando alle affermazioni della stessa […]

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