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Xanthe (Walter)

gendrmain Pubblichiamo un intervento di Alessandro Gazoia (jumpinshark) sulle fan fiction e il web e vi segnaliamo qui le prossime presentazioni di Come finisce il libro.

Il nome d’arte e di rete è Xanthe. Anzi firma Xanthe Walter i romanzi professionali, venduti sul mercato, solo Xanthe i romanzi e i racconti di fan fiction diffusi gratuitamente via internet. Della sua «vita vera» conosco quello che scrive nel suo blog e sui social network: è una donna inglese, abita a Londra, ha due gatti (Jemima e Harley), vorrebbe lasciare il lavoro a tempo pieno per dedicarsi completamente alla scrittura. Potrà farlo solo se i romanzi originali guadagneranno molto: il primo, Ricochet, lo ha autopubblicato nel 2012, in digitale e su carta, ed è disponibile per l’acquisto in tutto il mondo grazie ai servizi di Amazon e altri negozi online. Ha venduto probabilmente qualche migliaio di copie e quasi tutti i lettori – in buona parte lettrici – lo hanno comprato in ebook. Anche perché costa solo 4,67 euro, quasi dieci in meno del cartaceo. In un’intervista sul suo passaggio dalla scrittura amatoriale al professionismo col self-publishing (per alcuni questa espressione è del tutto insensata: scrittore vero è precisamente chi non pubblica da sé, chi ha superato il filtro editoriale) Xanthe ammette che non è stato un buon investimento sostenere le varie spese per l’edizione su carta. Anche il secondo romanzo commerciale – inizialmente previsto per il tardo 2013, ancora in fase di scrittura e cresciuto ben oltre le previsioni – sarà autopubblicato, immagino solo in ebook. Coi soldi risparmiati Xanthe potrebbe pagare un esperto per quell’opera di editing che su Ricochet è stata compiuta dagli amici della fan fiction. Non vuole approfittare e soprattutto, per questo lavoro editoriale così delicato e importante, vale la pena spendere.

Xanthe è conosciuta soprattutto per l’Universo BDSM, un mondo narrativo da lei inventato, e presentato come «una fantasia erotica escapista che richiede una certa sospensione dell’incredulità» o, più direttamente, come «una roba un po’ matta» e fiera della sua stranezza. Questo universo alternativo ha caratteristiche ben particolari: «tutti sono bisessuali e le relazioni BDSM sono la norma», le persone si identificano come dominante (dom) o sottomesso (sub) e «cercano partner sentimentali e sessuali che completino la loro dinamica.» BDSM è un acronimo uno e trino per B&D (bondage e disciplina), D&S (dominazione e sottomissione), S&M (sadismo e masochismo) e, oltre gli inizialismi, denota oggi genericamente una larga serie di comportamenti relazionali ed erotici tra adulti consenzienti. Nell’Universo BDSM Xanthe ha ambientato il romanzo professionale e quattro romanzi di fan fiction basati su Stargate Atlantis e N.C.I.S, serie tv americane da lei amate.

The First Collar

Le opere di fan fiction sono narrazioni che utilizzano personaggi, ambientazioni e altri elementi del mondo narrativo di un «autore originale» (il creatore di una saga fantasy, di un fumetto supereroico, di una serie tv poliziesca ecc.); composte da appassionati, senza compenso e quasi sempre senza autorizzazione, vengono oggi diffuse via internet gratuitamente, sia per ragioni ideali – la comunità di lettori e scrittori di fan fiction si autorappresenta come un’economia del dono – sia per ragioni legali. Se Xanthe provasse a vendere i suoi romanzi con personaggi di X-Files e N.C.I.S., i detentori del copyright, che tendono a tollerare o persino ad approvare come forma di pubblicità queste narrazioni non ufficiali, si farebbero subito sentire con i loro avvocati. Insieme alle altre attività dei fan (illustrazioni, video, canzoni ecc.) la fan fiction è rimasta a lungo un enorme continente sommerso ma fenomeni come l’esplosione in rete della storie amatoriali su Harry Potter e ancora di più il successo di Cinquanta sfumature l’ha ora imposta all’attenzione dei media tradizionali e pure degli editori.

La trilogia di E.L. James è nata infatti come fan fiction BDSM erotica ed «eretica» di Twilight.  Xanthe, senza nominare la scrittrice di fenomenale successo, pare rivendicare una primogenitura ideale nella pagina del suo sito dedicata all’Universo BSDM: «si dimentica facilmente che non esisteva come tema popolare prima del mio General & Doctor Sheppard», un romanzo di fan fiction del 2006 sopra Stargate Atlantis, dove l’Universo BDSM viene introdotto e utilizzato per movimentare quello scenario televisivo molto meno vivace nelle relazioni sentimentali e sessuali. In General and Dr. Sheppard vengono infatti risucchiati per errore dall’Universo BDSM dentro l’ambientazione usuale di Stargate Atlantis i doppi imperfetti di John Sheppard e Rodney McKay. In questa storia incontriamo così due temi venerandi della narrativa di speculazione: gli infiniti mondi dove esistiamo in infinite variazioni (in un altro mondo tu, paziente Lettore, stai scrivendo questo strambo articolo) e l’incontro/scontro di culture ovvero il ribaltamento del punto di vista (per il marziano i marziani siamo noi, deformi creature con la pelle non verde e due soli occhi). La coppia BDSM si stupisce dei comportamenti anormali: i loro «sosia» non fanno l’amore tra di loro, non mangiano nello stesso piatto (il dom imbocca il sub, rito che nell’Universo BDSM segnala un legame profondo), Sheppard non aggancia una catena al collare di McKay. Dall’altro lato lo sconcerto è ugualmente acuto e per ragioni opposte.

Io leggo questa fan fiction, narrativa derivata, forzatamente allo stesso modo di Ricochet, come opera con personaggi e ambientazioni originali: non ho infatti mai guardato Stargate Atlantis e mi sfuggono tutti i riferimenti, gli omaggi, le strizzate d’occhio e i rilanci. O meglio: esattamente come in Ricochet riconosco in Rick l’eroe scavezzacollo e guascone già incontrato in mille altre variazioni, così in General and Dr. Sheppard collego McKay alla figura dello scienziato geniale e Sheppard mi pare un aggiornamento del Capitano Kirk di Star Trek, l’eroe irruento. Gli innumerevoli mondi distinti e collegati tra loro e i molteplici valori e punti di vista esistono nella nostra realtà, e sono le storie. La fan fiction mostra che nella cultura di massa esiste un narrativo collettivo, plurimo e infinitamente componibile: ci pervade e si riproduce in fumetti, tv, cinema e letteratura (di genere e anche oltre il genere). I confini tra originale e derivativo sono, per semplificare grezzamente in un eufemismo, molto aperti alla contrattazione: lo sono per Cinquanta sfumature e per Twilight, e lo sono per Xanthe, anche con Ricochet, per Star Trek e Stargate Atlantis (oltre il banale rilievo che è uno spin-off, una derivazione, della serie tv Stargate SG-1, ispirata a propria volta a un film).

Xanthe trova noioso lo stile di Cinquanta sfumature e avanza riserve sulla «rappresentazione del BDSM», nel suo blog descrive pure il disagio nello scoprire che la madre stava leggendo E.L. James e imparando il gergo (in risposta a un commento detto con un po’ di autorità dal marito, la moglie chiosa «ecco, è lui il dom»). Non vuole discutere di queste cose con la mamma e ha pure resistito alla tentazione di mostrarle le sue storie. Se è infatti imbarazzante parlare di BDSM coi genitori, ben più imbarazzante è rivelare loro le milioni di parole scritte di proprio pugno su quei temi e diffuse in rete. E quasi senza speranza di diventare ricca e famosa come E.L. James. Xanthe comprende bene i chiari segnali: è molto considerata in alcune nicchie della fanfic ma nella profic, nel professionismo, rimane giusto un’altra scrittrice autopubblicata di narrativa erotica, ben lontana dalle prime posizioni su Amazon; inoltre non è stata messa sotto contratto da un editore alla ricerca del nuovo Cinquanta sfumature o di un’imitazione decente che possa vendere bene, come è capitato ad altri autori di fan fiction (il caso più noto è forse Sylvain Reynard, con la trilogia Gabriel’s Inferno, tradotta anche in italiano). L’autrice sostiene che questo «fallimento» (termine mio e virgolette d’obbligo, le probabili poche migliaia di copie sono comunque un risultato onorevole) dipende in primo luogo dalla sua fedeltà all’ispirazione: «Voglio scrivere le storie che ho in testa, senza preoccuparmi del loro successo. Mi auguro che ne abbiamo, ma io non so scrivere in altro modo! Questo mi rende una scrittrice piuttosto non-commerciale, e non cambierò. È quindi molto improbabile che io diventi ricca come E.L. James scrivendo profic!»

24/7

Sopra ho detto che non è giovanissima, ma non conosco la sua età e non ho trovato nessuna foto, recente o datata. Immagino abbia oltre quarant’anni perché ha esordito nella fan fiction nel 1998 e prima di praticare quella scrittura aveva già composto vari romanzi originali (tutti inediti). Nel 1999 pubblica 24/7, una storia su X-Files di 622.519 parole (i Promessi Sposi superano di poco le 215.000), dove mostra già una netta predilezione per il BDSM e lo slash, ovvero per l’immaginare personaggi dello stesso sesso in relazioni sentimentali ed erotiche non previste dal Canone, dai testi di partenza. In 24/7 la passione nasce infatti tra il dom Walter Skinner e il sub Fox Mulder. Una sua costante strategia narrativa è favorire la «complessità» della dinamica BDSM con sub inquieti, insubordinati o tormentati, e dom dalla forte personalità ma sensibili, che non cercano il piacere volgare di comandare un sottoposto. In Ricochet, liberandosi dagli schemi delle serie televisive di partenza (il giovane ribelle, il capo severo ma giusto), ha però trattato il tema di un dom riluttante che deve imparare a comandare per il bene del suo sub (sarà ora opportuno ripetere che l’Universo BDSM è una fantasia erotica escapista). La scrittrice è imbarazzata da alcune sue vecchie fan fiction ma ha deciso di mantenerle pubbliche sul sito xanthe.org e in vari archivi digitali perché dimostrano la progressione di scrittrice. E piacciono ancora, anzi 24/7 è stato tradotto in cinese e recentemente pure in tedesco da fan (le traduzioni sono disponibili in rete). Ai lettori di fan fiction chiede esplicitamente un cenno di riconoscimento, ricordando che il commento e l’affetto sono ciò che l’autore guadagna.

La fan Xanthe ha a propria volta fan e collaboratori volontari che la aiutano appunto con le traduzioni, l’editing, la lettura delle bozze, le copertine, la produzione di audiobook (anche questi sempre liberamente accessibili), le recensioni entusiastiche su siti di lettura sociale come Goodreads e in generale contribuiscono alla costruzione della sua «reputazione in rete». Per la copertina di Ricochet Xanthe non voleva il solito bellone a petto nudo e un suo amico e sodale della fan fiction ha creato un’illustrazione con un giovane uomo snello e inquadrato di spalle. Gambe leggermente divaricate, capo un poco reclinato in avanti, capelli biondi, camicia a quadri con le maniche corte e mani infilate nelle tasche posteriori dei jeans stretti. Viene voglia di sculacciarlo, sarebbe sicuramente il complimento più gradito. Xanthe consente anche l’uso dell’Universo BDSM ad altri autori (richiedendo l’indicazione della fonte) ma ne vieta l’uso commerciale, ovvero lo riserva solo per sé. L’Universo BDSM, nato come «mondo alternativo» per una narrazione derivata, assume quindi a propria volta la condizione di «mondo di partenza».

Sui social network l’autrice pubblica soprattutto foto di teneri micini e delle serie televisive preferite, ma su Tumblr, dove i «contenuti per adulti» sono ammessi, compaiono pure immagini di bellissimi uomini con le terga arrossate per sculacciate e amplessi gay BDSM tanto «pornografici» quanto «romantici» (gif animate in bianco e nero, corpi perfetti, occhi che s’incontrano, pose intense). Nel profilo su quel social avverte che potranno comparire cose NSFW (Not Safe For Work, inadatte per il luogo di lavoro) e di considerare questo aspetto prima di seguirla. Xanthe dimostra sempre una chiara comprensione del contesto digitale in cui si muove e varia la propria attività di conseguenza: su Facebook nessun gluteo maschile percosso, giusto qualche sguardo magnetico di attori famosi.

Ricochet

In un’intervista a SpankyWorld (mondo delle sculacciate) confessa di aver fatto delle rinunce per la scrittura. «È difficile destreggiarsi tra la vita e la scrittura. La scrittura è un’attività solitaria che richiede molto tempo e le ho sacrificato alcuni aspetti della mia vita. Non me ne pento perché io sono così e sono felice di aver espresso una parte incredibilmente importante della mia personalità, ma mi rendo conto che ho fatto un sacrificio e ci sono momenti in cui mi sento giù per questo. Di solito non durano a lungo, e credo che ognuno di noi li abbia, non importa quali siano le scelte di vita.» In anni recenti, per un bisogno intimo e un legittimo desiderio di guadagnare con la scrittura, compone il romanzo professionale Ricochet, basato sull’Universo BDSM e – poiché i debiti in letteratura si pagano sempre – sul mondo delle serie tv (i protagonisti sono gli attori dello show inventato Collar Crime). Nello stesso periodo E.L. James crea la prima versione di Cinquanta sfumature come fan fiction di Twilight, ambientata in un universo alternativo rispetto ai romanzi di Stephenie Meyer e con molto BDSM; qualche tempo dopo, visto il successo, decide di proporla sul mercato «con il numero di serie limato»: elimina cioè dalla narrazione amatoriale tutti i riferimenti espliciti a Twilight, cominciando dai nomi dei personaggi. E toglie la prima versione dalla rete.

Non penso che Xanthe approvi questa pratica. Per il suo debutto commerciale non ripulisce una fan fiction già diffusa ma scrive una storia nuova, «del tutto originale» (le virgolette qui sono le spalle dei giganti intertestuali su cui il romanzo si regge). È anche onesto dire che la tentazione economica di limare il numero di serie non l’ha davvero mai avuta: le sue opere «non hanno viralizzato». Oggi E.L. James pubblica con i maggiori editori del mondo e la trilogia Cinquanta sfumature ha superato i cento milioni di copie, mentre Xanthe si dice contenta delle modeste vendite e dell’autopubblicazione. Non diventerà ricchissima e forse non riuscirà neppure a dedicarsi completamente alla scrittura, ma sicuramente continuerà a postare in rete foto di micini troppo dolci e di modelli troppo sculacciati, a divertirsi con la fan fiction e ad andare avanti col secondo romanzo professionale. Di recente ha informato i fan che è già a 125.000 parole, e «la strada è ancora molto lunga».

Alessandro Gazoia (Jumpinshark) scrive di giornalismo, media, informatica su minima&moralia e sul suo blog; ha pubblicato per minimum fax Il web e l’arte della manutenzione della notizia (2013), Come finisce il libro (2014) e Senza filtro (2016).
Commenti
Un commento a “Xanthe (Walter)”
  1. RobySan scrive:

    …«del tutto originale» (le virgolette qui sono le spalle dei giganti intertestuali su cui il romanzo si regge)

    Un momento, che apro le finestre!

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