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Ancora Zelda

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Il 10 marzo 1948 moriva Zelda Fitzgerald. Pubblichiamo un intervento di Tiziana Lo Porto, autrice insieme a Daniele Marotta di Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax). (Fonte immagine)

Il fatto è che a un certo punto Zelda Fitzgerald ritorna sempre. Protagonista o personaggio minore, da quasi un secolo la ritroviamo dentro racconti e romanzi (a partire da quelli del marito F. Scott), film per il cinema e la tv, videogiochi, collezioni di moda, negozi vintage, nomi di riviste, ristoranti, marmellate, tacchini, qualunque cosa. E nessuno si è stancato di lei. C’è stato un momento, mentre scrivevo la sceneggiatura di Superzelda, in cui avevo deciso di aggiungere un’appendice in fondo al libro per dare testimonianza della presenza di Zelda dopo la morte di Scott. Poi il capitolo continuava a crescere e mi sono resa conto che sarebbe stato più lungo del resto libro. Ho lasciato perdere.

Sono passati tre anni e mezzo dall’uscita di Superzelda e io continuo a cercare qualunque cosa la riguardi (nostalgia, abitudine, affetto, quello che vi pare), immagazzinando così tante informazioni che potrei tranquillamente scrivere una rubrica dal titolo “Zelda Fitzgerald” in cui parlare una settimana del gatto di James Franco e quella dopo di Woody Allen e del suo debole per le donne come lei, qualunque cosa voglia dire. Potrei entrare nello specifico della sua vita raccontando, per esempio, la storia di quando Zelda andò, su suggerimento di Scott e insieme ad altri pazienti ricoverati nella stessa clinica psichiatrica, a vedere Freaks di Tod Browning al cinema (Scott all’epoca lavorava e viveva a Hollywood, e durante le riprese del film pranzava tutti i giorni con gli attori-freak, emarginati dal resto della comunità hollywoodiana). Oppure potrei restare nel contemporaneo e parlare dell’ultimo romanzo che racconta di lei (West of Sunset di Stewart O’Nan, inedito in Italia, best-seller in America). Così tutte le settimane. E voi leggereste tutto. Non perché sarei io a scrivere, ma perché si parlerebbe di Zelda.

Lo scorso novembre ho scritto un articolo per i tre anni di Superzelda che doveva essere ultimo e definitivo. Mi ero detta: scrivo questo e poi non se ne parla più, andiamo avanti, ci innamoriamo di un altro personaggio, alimentiamo altre ossessioni, facciamo nuovi libri. Poi qualche giorno fa mi è stato chiesto di scrivere qualcosa su Zelda Fitzgerald e io senza ragionare ho detto subito sì, certo, volentieri. Ed eccomi di nuovo qua a scrivere di Zelda e a pensare che a questo punto, dopo tutto il tempo passato insieme, mi piacerebbe poterle scrivere.

Le scriverei una lettera. Le racconterei che ultimamente scrivo poco, che spesso sono triste, che la mia vita sentimentale è un disastro, e quella lavorativa è peggio, ma che è sempre la vita sentimentale a togliermi il sonno. Poi le racconterei che la settimana scorsa ho comprato una bellissima giacca in un negozio dell’usato, che se avessi qualche soldo comprerei dei diamanti minuscoli da tenere alle orecchie per catturare un po’ di luce, che a giugno andrò a Taos, in New Mexico, e da lì a Santa Fe a visitare lo studio di Georgia O’Keeffe, che certi quadri di Georgia O’Keeffe un po’ mi ricordano i suoi.

C’è un momento in cui Georgia O’Keeffe, ormai anziana, prende per la prima volta un aereo, scopre la terra vista dal cielo e inizia a dipingerla. Alcuni critici provano a definire quel suo periodo con l’abusata parola “astratto”. Ma lei come sempre si ribella e dice: “Sono tutti fiumi visti dall’aereo. Ultimamente ho volato tanto, ho girato il mondo, e ho notato un numero sorprendente di deserti e fiumi bellissimi. I fiumi sembrano veramente sollevarsi e saltarti agli occhi. Non c’è nulla di astratto in questi quadri, sono quello che ho visto, e per me sono molto realistici”.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
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