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Tacchi altissimi rossi

di Gatta Bionda, durata 1′ 49”, Italia, Lounge Fetish, 9 Ottobre 2011

L’erotismo esiste da sempre, e non può essere certamente riconosciuto come una novità ogni volta che si ripresenta. Romanzi, poesie, dipinti, film, hanno spesso trattato temi licenziosi, non solo con toni accennati, eleganti, ma anche in maniera apertamente esibita, fino alla pornografia – che oggi viene considerata a tutti gli effetti un genere cinematografico alla stregua del western o dell’horror, accettato a pieno titolo nel Valhalla del Cinema con la C maiuscola. Svariati film fanno appello alle fantasie pruriginose e se Gola profonda con banana eseguito da una ragazza bellissima (http://www.youtube.com/watch?v=jL3nVHzzUMY) è ormai un classico e fa genere a sé Fruitarian Breastfeeder Hand Expresses Breast Milk (http://www.youtube.com/watch?v=iTXeLhzsseE&feature=youtu.be) fa parte di una più ampia e ambigua costellazione che, nascondendosi dietro il pretesto del tutorial, sta trovando grande seguito nel pubblico maschile.

Tacchi altissimi rossi di Gatta bionda chiama a sé un nuovo concetto di erotismo. Poco convenzionale, poco ortodosso. Voyerista forse, ma distante dallo sfacciata impertinenza della commedia sexy all’italiana (da Edwige Fenech in giù). Un erotismo evidentemente modificato con innesti fetish, inserti grotesque e una affabulazione piccolo-borghese ridotta all’osso, fatta d’indizi minimali da usmare di nascosto, da fiutare distanti dalla moglie. Tutto questo è il lounge-fetish(oerotismo ortopedico), il nuovo universo cinematografico dove fioriscono ogni giorno nuove pellicoleàllucirosse, da My gorgeous wife putting on heels.mpg (http://www.youtube.com/watch?v=BEnCTmxTG1Y&list=PL3C22BE87A1E22E49) a Nylons für den frühling (http://www.youtube.com/watch?v=F_zu3UmgWFE&list=PL3C22BE87A1E22E49) “Un genere vivo, sempre pronto a sperimentare e a rinnovarsi: un fiume in piena che dà vita a rivoli e a nicchie di creazione. Potremmo stare qui ad aspettare e in poco tempo lo vedremmo espandersi in nuove frontiere, dal petting plantare fino agli orizzonti californiani del SexyCrocs. In questa galassia multiforme brilla la stella di Gatta Bionda: artista indipendente, underground. Autrice di una serie di film in cui i protagonisti sono i suoi piedi. Come il primo Alien, anche Gatta Bionda nei suoi film non si mostra perché sa che il volto è un’arma potente, ma lo è ancora di più se non la si usa. Il realismo agreste di Pulizia scarpe () viene compensato dalle allusioni più sconce di Finale a sorpresa () Gatta Bionda si nasconde dietro le sue estremità più graziose, prendendo il pubblico per la gola.
In Tacchi altissimi Rossiun gusto cromatico tutto post-moderno accompagna la macchina da presa mentre percorre il suo lussurioso cammino: dalle pacchiane, abnormi scarpe luminescenti (quasi una minzione cerebrale di Renato Balestra) fino ai seni e alla chioma anonima di Gatta, il suo corpo sussultante e silente. E infine i piedi: due pezzi di carne affusolati e formosi, rivestiti con un paio di decolleté rosse con i tacchi (altissimi, ovviamente). Piedi che, come serpenti, si muovono sincronizzati, a vellicare voglie sopite (o mai dome) in una camera da letto che cita (con uno spirito decadente da Jugendstil del potere) gli sfarzi di monarchi sepolti: un Luigi XIV, o un Kaiser asburgico. Gatta bionda si muove e tace, uscendo così dallo schermo e penetrando nei sogni con la scorciatoia dell’anonimato, come una Marilyn a cui abbiano scottato la faccia con braci ardenti, o asportato il viso con lame di fuoco. Ma è in realtà più giusto definirla una Valeria Marini in versione mute, la quintessenza della diva del Bagaglino: il gusto dello sfarzo portato all’estremo, fino al calarsi in mondo di colori preziosi, in un universo illuminato dalla luce dei diamanti: il lusso replicato all’infinito, uno splendore totalitario. Il rosso carminio, il blu di prussia. L’oro. Tacchi altissimi rossi coniuga l’erotismo dei dettagli con un feticismo da provincia. Arriva a lambire una nuova concezione di kitsch, imparentata con il teatro di Copi o certo cinema di Derek Jarman, ma inedita, consapevole della lezione dei Lele Mora e delle nuove forme estetiche del fascismo by night.

Gli ultimi secondi del film sono un po’ noiosi, quasi non si potesse porre fine alla vicenda. O come se non si volesse chiudere lo scrigno del desiderio e riportare il sangue al resto del corpo-

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