Marina, Francesca e la duck face

Un giorno Pier Paolo Pasolini vide due capelloni entrare e sedersi nella hall di un albergo di Praga. Dall’osservazione di quella scena nacque, qualche anno più tardi, un celebre pezzo intitolato “Il discorso dei capelli”. Venne pubblicato la mattina del 7 gennaio 1973 sulle pagine del Corriere Della Sera. Nello svolgimento del pezzo Pasolini dapprima identificò, nei capelli portati sulle spalle, un tratto distintivo dei giovani contestatori di sinistra. In seguito osservò come, col passare dei mesi e degli anni, i capelli lunghi fossero diventati la cornice dentro la quale si erano mimetizzate, indistintamente, sottoculture giovanili di destra e di sinistra, pulsioni sociali libertarie così come comportamenti reazionari e conformisti.

Sabato 12 gennaio è stata diffusa su internet una foto in primo piano di Francesca Pascale, la nuova fidanzata di Silvio Berlusconi, accanto a Marina Berlusconi, la primogenita del premier. È una notizia. Per la prima volta un famigliare dell’ex premier si fa fotografare in compagnia di una sua giovane fidanzata. La foto è quella usata dalla Pascale come profilo su WhatsApp ed è stata divulgata in rete sull’account Facebook della giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli. Nella foto Francesca e Marina sorridono. Ma sorridono come? Esibendo la cosiddetta ‘duck face’, ovvero la ‘faccia a papera’, cioè una smorfia in cui le labbra vengono ironicamente protese, esposte, arricciate, come per allungare un bacio a chi guarda. A volte, nella duck face, alle labbra arricciate si somma, altrettanto ironicamente, uno sguardo pressappoco incurvato, malinconico o imbronciato: ‘pouty eyes’.

Le prime duck face cominciarono a vedersi intorno al 2005, sulle foto profilo di MySpace. Al punto che si parlò, all’epoca, di ‘MySpace Face’. In seguito, con il boom di Facebook, la duck face è diventata una sorta di moda, meme, tendenza, specie nell’autoscatto o nella foto allo specchio, tra le adolescenti − e non solo − di tutto il pianeta. Tanto che sono nati siti e blog tematici in cui la duck face viene sistematicamente parodiata e stigmatizzata. È curioso notare come la duck face sembri una premonizione della smorfia che diviene fissa e permanente in certe labbra adulte immobilizzate dal silicone.

Nella foto in questione Francesca Pascale esegue una duck face perfettamente canonica. Quella di Marina, invece, è appena accennata e sembra quasi concedersi all’amica, al momento dello scatto, per comunicare un messaggio: Francesca, insieme alla sua esuberanza, eventualmente ai suoi costumi tardo adolescenti e convenzionalmente generazionali, è stata assorbita, accolta ufficialmente dentro il cerchio intimo della famiglia. La famiglia Berlusconi, una delle più ricche e potenti della Terra. Trattandosi di una foto privata, tuttalpiù destinata alla ristretta cerchia dei contatti WhatsApp, si potrà obiettare che non vi abbia giocato nessuna particolare intenzione comunicativa. Nessuna intenzione, ma forse un istinto ha agito, in qualche modo.

Quelle due facce sembrano rivolgersi ad un pubblico. E forse nel caso di personalità tanto esposte può sempre incunearsi, al momento del click, il dubbio che un giorno quella foto privata potrà comunque diventare materia di pubblica conversazione. Di conseguenza ci si predispone allo scatto, forse. Sulla foto s’intreccia inoltre un’atmosfera di seduzione, benché autoironica, e di complicità femminile, in cui Marina appare più adulta, preminente e materna.

Non esiste su internet un ‘discorso della duck face’, così come un tempo ci fu quel ‘discorso dei capelli’ che ruppe la massa gelatinosa di un dettaglio, fino a disambiguare i costumi e le categorie di pensiero di una generazione. Tuttavia tempo fa, nel 2009, sul blog tematico www.antiduckface.com apparve un’interessante tentativo di spiegazione della ‘faccia a papera’, secondo il quale non si trattava che di un modo, molto contorto, di mascherare la propria insicurezza e cercare approvazione: “È una specie di simulazione del sexy, per quel che ho capito. Un sacco di donne oggi si sentono sessualmente insicure, tanto dal volerla mettere sullo scherzo. È un modo per dire Hey, sono così sicura di me che posso fare questa stupida faccia e riderne con i miei amici, ma la verità, al contrario, è che mi sento molto insicura e spero che questa finta e ostentata sicurezza e fiducia in me stessa possano rendermi più attraente e piacerti”.

È il caso di Francesca Pascale? Probabilmente no. Piuttosto, come quando si lecca una busta per chiuderla, quelle labbra strette e arricciate sembrano appoggiarsi sulla foto per siglare un doppio evento: la propria recente assimilazione dentro la famiglia e gli asset del grande papero e la parallela assimilazione di quest’ultima ad una ragazza di 27 anni e all’imprevedibile destino, all’ineffabile ars retorica, direbbe Pasolini, espressi nel bacio della duck face.

Commenti
5 Commenti a “Marina, Francesca e la duck face”
  1. monik ha detto:

    Bè devo dire che è la foto è pessima se fatta da due
    altolocale signore.. così pare che siano..la
    “signorina arrivista ” Pascale forse l’ha fatta per esibire
    i nuovi labbroni appena sfornati??

  2. teneranz ha detto:

    E se invece di arrivista fosse una suora, costretta a mettersi lì in quanto moralmente e legalmente ineccepibile? Con la Marina che prima di far la foto le dice: “Dai, facciamo le femmes fatale!”. Infondo questo fidanzamento è stata una mossa di marketing preelettorale per rilustrare l’immagine del Cav…

  3. db ha detto:

    bisognerebbe rimarcare che le labbra di marina son palesemente rifatte, ergo potrebbe essere una papera involontaria

  4. peppe ha detto:

    Belle queste letture del reale che partono dai dettagli per poi arrivare alla sostanza: un mucchio di ambizioni meschine, in questo caso.
    Ivan complimenti per quest’altro taglio…giornalistico, sociologico di una narrazione del dettaglio che funge un po’ da imbuto, da dove far passare un po’ alla volta tutto il piccolo mondo moderno.

  5. Zio ha detto:

    La duck face non è MAI ironica. Da qui la stigmatizzazione.

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