Il reclutamento insegnanti in Italia

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Photo by Feliphe Schiarolli on Unsplash

di Lorenzo Asti

Secondo alcune recenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il governo proporrà delle modifiche al sistema di reclutamento degli insegnanti varato dal precedenti governie non ancora entrato pienamente a regime, il famigerato FIT (Formazione Iniziale Tirocinio, l’ennesimo acronimo).

Infatti i decreti attuativi (dlgs 59/2017 del 13 aprile 2017 e il dm 616/2017 del 16 agosto 2017) della legge 107/2015, la cosiddetta “Buona Scuola”, prevedono che il reclutamento degli insegnanti avvenga con una procedura involuta: durante il corso ordinario di studi universitari, o una volta terminato questo, l’aspirante insegnante deve acquisire 24 crediti universitari in discipline antropo-psico-pedagogiche; ciò rappresenta la condizione necessaria per la partecipazione al concorso per l’accesso alla FIT, un percorso triennale teorico-pratico retribuito (finalmente… ma si parla di cifre intorno ai 400-600€/mese per i primi due anni) che porterà all’immissione in ruolo.

Alienazione e anestesia. Capitalismi oggi

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Photo by Jimi Filipovski on Unsplash

Parafrasando le parole di Karl Marx e Friedrich Engels, lo spettro che si aggira ormai da tempo nell’Europa risponde al nome del capitalismo: ma tanta ed estesa è la sua frequentazione con il mondo, che esso ha imparato ad assumere forme e sembianze sempre diverse, sottostando ad un diabolico principio di mutevolezza che mai si placa e che lo rende sempre più sfuggente. Se il libro del 2013, divenuto più che celebre, di Thomas Piketty Il capitale nel XXI secolo, mostrava come esso dominasse nell’andamento delle disuguaglianze tra i redditi, sono recentemente usciti due saggi che tentano di esplorare alcune delle forme che il capitalismo sta assumendo oggi, letture imprescindibili per comprendere le nuove forme attraverso cui esso appare.

“Caro avvocato degli italiani e dei diritti umani…”. Una lettera aperta a Giuseppe Conte

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di Marco Mantello Gli ultimi e i primi Caro avvocato degli italiani e dei diritti umani Conosco diverse persone qui a Berlino, ma ce ne sono tante anche in Danimarca, in Inghilterra e in diversi paesi europei, che hanno vissuto con il sussidio e alla fine hanno detto di no a un sistema di dare […]

Storia di una donna libera a Srebrenica

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(nella foto, Valentina Gagić Lazić)

SREBRENICA. A ventitré anni dalla fine di una delle guerre jugoslave più efferate, nella terra di confine tra Serbia e Bosnia ed Erzegovina, disegnata dal fiume Drina, la città di Srebrenica è piena di barriere invisibili.

In quello che a Potočari, frazione alle porte di Srebrenica, era il quartiere generale delle Nazioni Unite, ora un cartello recita: «Il fallimento della comunità internazionale». L’ONU aveva dichiarato Srebrenica “zona sicura” e nel biennio 1994-’95 la presidiò con un contingente di Caschi blu olandesi, rivelatosi tragicamente non all’altezza e inerte nella missione di interposizione e di protezione dei civili.

Mestieri inutili e crisi del capitalismo. Un dialogo con David Graeber

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Questo dialogo tra Raffaele Alberto Ventura e David Graeber è uscito sul numero di aprile di Linus, che ringraziamo.

Tu sostieni che al cuore del nostro sistema economico ci sono i mestieri del cazzo (bullshit jobs). Ovvero quei mestieri dai nomi altisonanti che sembrano non servire a nulla, dal consulente al product manager, anelli di una catena di operazioni di cui si fatica a vedere l’utilità. Al tempo della “classe disagiata”, si tratta di una condizione in cui si riconoscono molti lavoratori del terziario, una specie di vuoto di senso che ricorda la condizione dell’Amleto di Shakespeare…

L’obbedienza non è più una virtù: Domenico Lucano e il mestiere di sindaco

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C’è una cosa che mi frulla in testa da quando ieri mattina ho sentito alla radio la notizia dell’arresto di Domenico Lucano, sindaco di Riace. Una storia che conoscevo già ma che ho sentito raccontata direttamente dal suo protagonista qualche settimana fa a Conversano, in Puglia: la storia di Michele Zanetti, politico democristiano e presidente della provincia di Trieste negli anni della chiusura del manicomio friulano.

Pericle e la politica del consenso

Mentre impazza la ricerca del consenso a tutti i costi e ogni decisione politica è determinata dal livello di “piacere” che essa può generare, il primo storico moderno ci illumina con il suo giudizio sul primo politico che dominò nella prima forma di democrazia.

Tucidide (460-circa 400 a.C.) così racconta e spiega la forza del potere che si conquistò Pericle (495-429 a. C.) a Atene.

Il ponte di ferragosto

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di Marco Mantello Mi sentivo come un funerale di stato era per questo che mi rifiutavo evitando cordoni e applausi le voci calme dei presidenti buoni e il vescovo che benediva il cavo. Era dai tempi di Nassiriya e del conflitto yugoslavo che non mi sentivo così alienato dalla visione di salme e selfie dalla […]

Simbionti contro Capristi

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini partecipa alla presentazione della Festa della Lega Romagna a Milano Marittima, nel Ravennate, 1 agosto 2018. ANSA/PASQUALE BOVE

di Valerio Cuccaroni

La destra di Matteo Salvini vince le elezioni politiche 2018. Fine del Fascismo. Inizio del Caprismo.

Prima che Salvini arrivasse al Governo, come Ministro dell’Interno, era ancora possibile servirsi della vecchia metafora del Fascismo. Salvini stesso è il referente di blocchi neofascisti, come Forza Nuova, Casa Pound, Blocco studentesco, ma egli rappresenta una fase nuova della politica.

Le distorsioni sul racconto dell’immigrazione

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di Giuseppe Lorenti

A me piace camminare a piedi. A me piacciono gli spazi larghi che lasciano l’opportunità di osservare la linea dell’orizzonte. A me piace il mare. A me piacciono le contraddizioni. Quel fascino per ciò che costringe a interrogarti è stato, sempre, la mia forza e la mia debolezza. A Catania c’è un luogo che contiene in sé questi elementi: il suo porto. Un’ansa profonda che si apre sul Mediterraneo e che, dal 2018, si è trasformata nella nuova frontiera dei migranti che muovono verso l’Europa.

Questo raccontano i dati del Ministero dell’Interno che evidenziano come, da gennaio 2018, ci sia stato un profondo cambiamento nei flussi in arrivo dall’Africa.